Cerca nel sito

03.07.2026

Tenta di strangolare e uccidere la compagna: fermato un trentenne a Catania

di Redazione | 3 min di lettura

La vittima è riuscita a chiedere aiuto durante una videochiamata con alcune amiche. Il padre dell'indagato, ad aprile, aveva accoltellato l'ex moglie a Picanello

Tenta di strangolare e uccidere la compagna: fermato un trentenne a Catania
Indice

È stata la prontezza di alcune amiche, testimoni in diretta della violenta aggressione attraverso una videochiamata, a consentire alla Polizia di Stato di salvare una donna che sarebbe stata vittima di un brutale tentativo di omicidio da parte del compagno. Per questo un trentenne catanese è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e successivamente trasferito in carcere.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna si trovava nella propria abitazione mentre stava conversando con alcune amiche tramite una piattaforma social quando il compagno avrebbe fatto irruzione nella stanza, intimandole di interrompere la chiamata e consegnargli il telefono cellulare.

Al rifiuto della donna sarebbe seguita una violenta lite, culminata con minacce di morte. Le amiche, ancora collegate in video, avrebbero assistito ai primi istanti dell’aggressione fino a quando la chiamata si è improvvisamente interrotta dopo un urlo della vittima.

L’allarme e il salvataggio

Non riuscendo più a mettersi in contatto con l’amica, le donne hanno immediatamente chiamato il numero unico di emergenza 112, facendo intervenire le pattuglie della Squadra Volanti della Questura di Catania.

Giunti sul posto, gli agenti hanno citofonato ripetutamente senza ottenere risposta. È stato quindi richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco per poter accedere all’abitazione.

Una volta entrati, i poliziotti hanno trovato sangue in diverse stanze, mobili danneggiati e segni evidenti della violenta colluttazione. In camera da letto hanno rintracciato il trentenne che fingeva di dormire, mentre la donna si trovava in stato catatonico, con il volto tumefatto e numerose lesioni.

Affidata ai sanitari del 118, la vittima è stata trasportata d’urgenza in ospedale.

Tentativo di strangolamento e gravi lesioni

Gli accertamenti medici hanno evidenziato un quadro clinico particolarmente grave. La donna presentava infatti i segni di un tentativo di strangolamento, la frattura delle ossa nasali e un trauma cranico con emorragia cerebrale.

Le sue condizioni hanno inizialmente destato forte preoccupazione, ma nelle ore successive i medici hanno escluso il pericolo di vita, pur mantenendola ricoverata per la gravità delle lesioni riportate.

Una gelosia ossessiva e precedenti episodi di violenza

Dalle testimonianze raccolte è emerso che il trentenne, privo di una dimora stabile, avrebbe sviluppato nei confronti della compagna, con la quale aveva una relazione da meno di un anno, una gelosia definita dagli investigatori “morbosa e asfissiante”.

Secondo quanto ricostruito, sarebbero già avvenuti numerosi litigi sfociati in atteggiamenti violenti, tra cui un episodio di violenza domestica per il quale, lo scorso febbraio, era già stato necessario l’intervento della Polizia.

L’uomo, inoltre, era già stato destinatario nel 2023 di un ammonimento del Questore per maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie e sarebbe stato protagonista di ulteriori episodi di aggressione anche nei confronti di altre compagne.

Le indagini e il carcere

Sul luogo dell’aggressione sono intervenuti anche gli specialisti della Polizia Scientifica, che hanno effettuato tutti i rilievi necessari per repertare tracce biologiche ed ematiche e documentare lo stato dell’abitazione.

Sulla base degli elementi raccolti, ancora nella fase delle indagini preliminari e nel rispetto della presunzione di innocenza, il trentenne è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria anche in considerazione del concreto pericolo di fuga, non avendo una residenza stabile.

Il Pubblico Ministero della Procura Distrettuale di Catania, specializzato nei reati legati alla violenza di genere, ha disposto il trasferimento dell’uomo in carcere. Successivamente il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo, applicando la misura della custodia cautelare in carcere.

L’appello della Polizia: segnalare subito ogni situazione di pericolo

La Polizia di Stato sottolinea come, ancora una volta, il tempestivo intervento delle forze dell’ordine e la prontezza delle persone vicine alla vittima abbiano evitato conseguenze irreparabili.

Per questo rinnova l’invito a contattare immediatamente il 112 in presenza di situazioni di violenza o pericolo e ricorda che è possibile effettuare segnalazioni, anche in forma anonima, attraverso l’applicazione gratuita YouPol, disponibile per smartphone e dedicata anche ai casi di violenza domestica e di genere.

06:03