CATANIA – Un corteo con diverse centinaia di persone ha attraversato ieri le strade antistanti la stazione militare di Sigonella per chiedere la chiusura della base, del Muos e di tutte le installazioni militari sul territorio insulare e peninsulare.
Gli attivisti dichiarano: “Di fronte alla recente escalation di tensione fra Stati Uniti e Iran, era necessario ribadire l’avversità alla guerra imperialista e opporsi all’esistenza delle 113 basi militari statunitensi sul territorio dello stato italiano. Che il drone che ucciso Soleimani sia o meno partito da Sigonella, è assolutamente irrilevante: dalla centralità del Muos per la guerra 3.0 dei droni alla remissività atavica di fronte ai diktat Nato e Usa, lo stato italiano è coinvolto ed è responsabile“.
Poi rimbeccano il Ministro degli Esteri: “Le goffe posizioni assunte da Di Maio all’indomani dell’attacco iraniano alle basi statunitensi di Erbil e Al-Asad non sono che l’ultima mossa in tal senso. Anche per questo si è voluto porre con forza all’attuale Ministro degli Esteri un aut-aut chiaro ed esplicito: ritiro delle truppe o dimissioni“.
Espressa la vicinanza anche ai NoTav fino a ieri in piazza a Torino: “Il corteo è stato aperto con un intervento e uno striscione di solidarietà a Nicoletta Dosio e a Turi Vaccaro, ad oggi reclusi per la loro opposizione a Tav e Muos: non possiamo non evidenziare come queste lotte siano indissolubilmente legate. Comune e speculare la militarizzazione della base di Niscemi e del cantiere di Chiomonte, comune e speculare la devastazione della Val di Susa e della sughereta di Niscemi: altrettanto identica è la lotta per la difesa e l’autodeterminazione dei popoli e dei territori“.
Il corteo si è chiuso di fronte ai cancelli della base, presidiata da un contingente di forze dell’ordine: prossimo appuntamento l’11 di aprile, data in cui il Movimento No Muos ha indetto un corteo nazionale nei pressi della base di Niscemi.