Protesta degli autotrasportatori a Catania, dove è già partita la mobilitazione con mezzi pesanti fermi e disagi nella zona industriale Nord, nei pressi dell'ingresso Ikea. Al centro della vertenza le difficoltà economiche del settore e il caro carburanti
È già entrata nel vivo a Catania la protesta degli autotrasportatori, con camion fermi e rallentamenti segnalati nella zona industriale Nord, in prossimità dell’ingresso Ikea. Secondo le prime segnalazioni, l’area sarebbe interessata da un blocco della circolazione legato alla mobilitazione dei conducenti dei mezzi pesanti.
La mobilitazione si inserisce in un quadro di crescente difficoltà per il comparto dell’autotrasporto siciliano, alle prese con l’aumento dei costi del carburante, delle spese di gestione e delle difficoltà economiche delle imprese.
Un settore strategico per l’economia dell’Isola, considerato che una parte fondamentale della distribuzione delle merci e dei collegamenti logistici dipende proprio dal trasporto su gomma.
Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni del settore, il fermo dell’autotrasporto è scattato dalla mezzanotte del 16 ottobre e coinvolge l’intero territorio siciliano. Il Comitato Trasporto Siciliano ha proclamato cinque giorni di stop, fino al 20 ottobre, mentre la sezione Trasporti di Confindustria Catania ha annunciato di non aderire alla mobilitazione.
A pesare sui bilanci delle aziende è soprattutto il costo del gasolio. Secondo i dati richiamati da Confindustria Catania, il prezzo medio mensile è aumentato di circa 35 centesimi al litro rispetto a febbraio, superando i 2,16 euro a settembre.
Per un mezzo pesante che percorre 100mila chilometri all’anno, l’aggravio economico supera gli 8 mila euro in appena otto mesi.
A questo si aggiungono i maggiori costi dei collegamenti marittimi, compresi gli oneri legati al sistema europeo Ets, che incidono ulteriormente sulle imprese siciliane.
Tra le richieste degli autotrasportatori figurano interventi urgenti del Governo nazionale contro il caro carburanti e lo sblocco dei pagamenti del Sea Modal Shift, l’incentivo destinato a favorire il trasporto combinato strada-mare.
Il coordinatore del Comitato autotrasportatori siciliani, Salvatore Bella, aveva denunciato perdite comprese tra 700 e 900 euro al giorno per ogni camion, evidenziando il rischio per la sopravvivenza delle aziende.
La Regione Siciliana ha previsto 15 milioni di euro di contributi per sostenere il settore, con aiuti fino a 50mila euro nell’ambito del regime del super de minimis e la richiesta di una deroga europea per coprire una quota maggiore dell’incremento dei costi.
Misure che, secondo i rappresentanti della categoria, non sarebbero sufficienti a garantire un sostegno immediato a tutte le imprese, soprattutto a quelle con flotte più numerose.