La telefonata del finto carabiniere
Prima la telefonata del finto carabiniere, poi l’intervento di un complice che si sarebbe spacciato per magistrato. Con la storia di una presunta rapina in gioielleria sarebbero riusciti a convincere un 70enne di Misterbianco a consegnare gioielli, carte di pagamento e relativi codici PIN.
Le indagini dei Carabinieri della Tenenza di Misterbianco hanno portato all’individuazione e alla denuncia per truffa di un 24enne catanese, già coinvolto in precedenti episodi analoghi. Le ricerche proseguono per identificare il complice.
Il raggiro sarebbe iniziato con una telefonata ricevuta dal 70enne. Dall’altra parte della linea, un uomo si sarebbe presentato come un carabiniere, raccontando che, dopo una rapina in gioielleria, era stata trovata una patente falsificata riconducibile alla vittima.
Il sedicente militare avrebbe quindi spiegato all’anziano che erano necessari ulteriori accertamenti per escludere un suo coinvolgimento.
A rendere più credibile la storia sarebbe intervenuto un secondo uomo, presentatosi come magistrato. Quest’ultimo avrebbe riferito che, per evitare una perquisizione domiciliare, il 70enne avrebbe dovuto consegnare tutti i preziosi presenti in casa, così da confrontarli con quelli rubati.
La richiesta sarebbe stata estesa anche al denaro e alle carte di pagamento, compresi i codici PIN.
Convinto di collaborare con le autorità, il 70enne ha raccolto gli oggetti in oro custoditi nell’abitazione.
Il falso magistrato avrebbe poi chiesto anche il numero di telefono della moglie, avviando una videochiamata per visionare i gioielli. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, in questo modo i truffatori sarebbero riusciti a tenere occupate le utenze telefoniche della famiglia, impedendo alla vittima di contattare i parenti e verificare quanto stava accadendo.
Poco dopo, un uomo si è presentato a casa del 70enne e si è fatto consegnare il sacchetto con i preziosi e le carte di pagamento.
Durante la videochiamata, i presunti truffatori avrebbero chiesto all’anziano se possedesse delle armi. Alla risposta affermativa, gli avrebbero annunciato l’arrivo di un altro presunto carabiniere incaricato di ritirarle.
Questa volta, però, il 70enne si è opposto, spiegando che avrebbe consegnato le armi soltanto a veri militari arrivati a bordo di un’auto di servizio. Nonostante i tentativi di convincerlo, l’uomo non avrebbe cambiato idea.
A far comprendere alla vittima di essere caduta in una trappola sono state le notifiche relative ad alcune operazioni di pagamento non autorizzate effettuate con le sue carte.
Il 70enne ha quindi provveduto a bloccarle, riuscendo a evitare ulteriori utilizzi, e ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri.
Gli accertamenti sulle utenze telefoniche utilizzate e sugli altri elementi raccolti avrebbero permesso di risalire al 24enne che, secondo gli investigatori, si sarebbe presentato nell’abitazione per ritirare i beni.
Il giovane è stato denunciato per truffa, mentre sono ancora in corso le indagini per individuare il complice.
I Carabinieri ricordano che nessun appartenente all’Arma chiede la consegna di oro, denaro, carte di pagamento o codici PIN per effettuare accertamenti investigativi. Davanti a richieste di questo tipo è necessario interrompere la comunicazione e contattare il 112.
Le responsabilità del 24enne dovranno essere accertate nel corso del procedimento. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.