La deflagrazione causò il crollo di una palazzina, danni a 14 edifici e il ferimento di diverse persone
Prosegue, davanti al Gip Santi Bologna, l’udienza preliminare a carico di Gaetano Salvo Maria Parasiliti, accusato di disastro colposo per l’esplosione del 21 gennaio 2025 in via Fratelli Gualandi, nel quartiere San Giovanni Galermo, a Catania.
Secondo quanto emerso dalle indagini Parasiliti, prima direttore dei lavori e progettista di Metanprogetti srl e poi direttore tecnico di Rete Gas Catania, avrebbe effettuato un collaudo inadeguato della tubazione e omesso i controlli necessari a individuare una lesione che interessava quasi metà della circonferenza della condotta.
La deflagrazione, provocata da una fuga di gas secondo la ricostruzione degli inquirenti, causò il crollo di una palazzina, danni a 14 edifici e il ferimento di diverse persone, tra cui lo stesso Parasiliti e i tecnici che erano al lavoro per individuare la perdita.
Nel corso dell’udienza si è discusso anche delle costituzioni di parte civile del Comune di Catania, di un comitato composto da 55 residenti, dell’associazione dei consumatori Consambiente e dell’Istituto autonomo case popolari (Iacp), proprietario degli alloggi coinvolti.
La difesa dell’imputato ha chiesto di escludere il Comune per un vizio formale nella procura speciale e si è opposta anche alla costituzione di parte civile del comitato e di Consambiente. Contestate anche presunte carenze nelle procedure di addestramento del personale e nei controlli sulla rete. I pm Fabio Scavone ed Emanuele Vadalà evidenziano inoltre presunti ritardi nell’intervento degli operai, che sarebbero stati dotati di “strumentazione inadeguata per la ricerca delle perdite“, si legge nella richiesta di rinvio a giudizio.