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15.10.2026

Cibali, fermato sotto casa con la droga: “Sì, spaccio per guadagnarmi da vivere”

di Redazione | 1 min di lettura

Proprio negli istanti in cui il 28enne stava superando il portone di casa il cane-poliziotto antidroga “Ares”, ha fiutato la presenza di sostanze stupefacenti

Cibali, fermato sotto casa con la droga: “Sì, spaccio per guadagnarmi da vivere”
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È stato fermato dalla Polizia di Stato sotto casa, nelle prime ore della mattinata, prima che potesse iniziare a spacciare. Un pusher catanese di 28 anni è stato arrestato dai poliziotti della Questura di Catania, nel corso di un’attività antidroga nel quartiere Cibali.

I controlli sono stati eseguiti dai poliziotti della squadra volanti e della squadra cinofili dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, nell’ambito dei rafforzati servizi di prevenzione e contrasto al traffico di sostanze stupefacenti.

Il fiuto del cane-poliziotto Ares

Proprio negli istanti in cui il 28enne stava superando il portone di casa, in via Volturno, il cane–poliziotto antidroga “Ares”, ha fiutato la presenza di sostanze stupefacenti, segnandola al suo conduttore. Il 28enne ha tentato di accelerare il passo, ma è stato raggiunto e fermato dai poliziotti per effettuare un controllo. Nel borsello aveva un bilancino per pesare la droga. Per tale ragione gli agenti hanno ritenuto opportuno estendere le verifiche nel suo appartamento.

“Spaccio per guadagnarmi da vivere”

Il 28enne ha riaperto il portone di casa, ammettendo di spacciare per guadagnarsi da vivere. Non appena i poliziotti sono giunti nell’abitazione, “Ares” si è fiondato in una delle stanze in cui sono stati trovati e sequestrati 156 grammi di marijuana e varie bustine per il confezionamento delle singole dosi.

I precedenti e l’arresto

Al termine degli adempimenti di rito, l’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine per precedenti specifici in materia di droga, è stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva.

In attesa del giudizio di convalida, è stato condotto in carcere, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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