Una task force in un ristorante del centro storico, ha evidenziato prodotti non tracciati, condizioni igieniche precarie e abusi edilizi.
La Polizia di Stato, nell’ambito di una task force in un ristorante del centro storico di Catania, ha accertato quasi 70 chili di prodotti non tracciati, condizioni igieniche precarie in cucina e vari abusi edilizi. La Questura di Catania dispone questi controlli per verificare il rispetto delle autorizzazioni relative alla somministrazione di alimenti e bevande, e le corrette condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro e la regolarità delle posizioni lavorative dei dipendenti.
Gli agenti della Squadra Volanti e della Divisione Polizia Anticrimine hanno attuato l’intervento, fornendo al contempo una cornice di sicurezza durante i controlli specifici del personale del Corpo Forestale della Regione Siciliana, dell’Ispettorato del lavoro, dei servizi veterinari, igiene e Spresal dei rispettivi dipartimenti di prevenzione dell’Asp di Catania e degli agenti della polizia locale.
Il controllo ha riguardato un ristorante di pesce del centro storico. Gli agenti hanno registrato diverse irregolarità amministrative, poi sanzionate.
I medici dell’Igiene Pubblica hanno riscontrato dello sporco in cucina, portando a una sanzione di 1.000 euro. Sempre in cucina, i medici veterinari e il Nucleo Operativo Regionale Agroalimentare Sicilia del Corpo Forestale hanno sequestrato 66 chili di prodotti privi della tracciabilità, necessaria a risalire alla provenienza degli alimenti. Tra gli alimenti non idonei, 5 chili di pasta fresca scaduta, 12 chili di olio privo di qualsiasi indicazione relativa alla provenienza e 33 chili di pesce non tracciato, ricevendo un’ulteriore sanzione di 12mila euro.
Il ritrovamento di bottiglie con olio rabboccato e non genuino rappresenta una violazione relativa alla tutela dell’olio extravergine di oliva, causando una terza sanzione per 2000 euro. il titolare ha ricevuto complessivamente 15.600 euro di multa.
Durante gli accertamenti, gli agenti del settore “annona” della polizia locale hanno evidenziato vari abusi edilizi. Il gestore ha posto un soppalco interno nel locale cucina e avviato la realizzazione di una veranda esterna, senza aver ricevuto il permesso per costruire in un’area soggetta a vincolo paesaggistico, la Polizia ha posto a sequestro la veranda, apponendo i sigilli.
Il proprietario è stato denunciato all’Autorità giudiziaria, ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva. L’uomo ha ricevuto una contestazione anche per occupazione del suolo pubblico senza alcuna autorizzazione.