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25.06.2018

Caso Amt, Fast Confsal esclusa dal tavolo per accordo quadro: “Inaccettabile”

di Redazione
Caso Amt, Fast Confsal esclusa dal tavolo per accordo quadro: “Inaccettabile”

CATANIA – In seguito all’accordo aziendale stipulato in data 14 giugno 2018, fra l’azienda Amt e le altre organizzazioni sindacali, Giovanni Lo Schiavo, presidente regionale della Fast Confsal, non ha potuto fare altro che scrivere al presidente dell’Amt, Puccio La Rosa, in quanto vorrebbe restituire i fatti alla verità nei confronti di tutti i lavoratori di Amt Spa.

“A scanso di equivoci, voglio ricordarLe che la Fast/Confsal, sin dal primo momento del Suo insediamento come Presidente della Società Partecipata del Comune di Catania, ha sempre tenuto una condotta collaborativa e costruttiva nei riguardi del Management aziendale, cercando di coniugare nel miglior modo possibile, gli interessi contrapposti che istituzionalmente, ci vedono, naturale controparte”.

“A tale riguardo, in particolare, mi preme sottolineare che le linee guida che ho inteso tracciare e indicare all’organismo sindacale aziendale di Fast, operante in seno alla Partecipata che quotidianamente si è interfacciata con i preposti aziendali e con i vertici, sono state imperniate, su una dialettica sindacale, ordinata, rispettosa e soprattutto veritiera, nei riguardi degli associati e non rispetto alla normativa contrattuale e alla legislazione vigente di riferimento che disciplina lo stato giuridico ed economico del settore degli autoferrotranvieri. Infatti, sulla scorta di quanto sopra, Lei, uomo di legge, in quanto illustre avvocato e persona oltremodo perbene e accorta, aveva da sempre apprezzato tale condotta posta in essere dalla nostra organizzazione consistente nel perseguimento di taluni punti cardini, quali: ordine, legalità, trasparenza e rispetto delle regole, per un corretto mantenimento delle relazioni industriali, utili al superiore interesse aziendale e a quello di tutti i lavoratori di Amt Spa”.

Il sindacalista sottolinea come fino ad alcuni mesi fa, precisamente novembre 2017, le relazioni industriali fra la Fast e l’azienda si sono sviluppate nel reciproco rispetto dei ruoli al punto tale da determinare, di fatto, il riconoscimento della rappresentatività e della rappresentanza dell’organizzazione sindacale al tavolo delle trattative. Il tutto per trattare tutti gli aspetti della vita aziendale e con esse anche quella riguardante la lunga ed estenuante vertenza, connessa all’accordo aziendale di secondo livello, poi conclusa unilateralmente con esito negativo.

Inoltre, il fatto stesso che la Fast, pur non essendo firmataria di CCNL, è sempre stata convocata, prima su tavoli separati e dopo insieme ad altra sigla, anche per la trattativa dell’accordo aziendale di secondo livello da applicare all’unità produttiva, rappresenta la prova concreta delle corrette e proficue relazioni industriali e dell’atteggiamento propositivo e concludente della stessa in sede negoziale.

Ma, sembrerebbe che ora la trattativa per l’accordo aziendale si sia arenata. Lo scorso 17 aprile 2018, con una propria nota, l’azienda ha comunicato la decisione di ritirare la proposta a suo tempo presentata a tutte le organizzazioni sindacali e di chiudere, al momento con esito negativo, la trattativa avviata per l’eventuale stipula di un accordo di secondo livello. “È stata poi ripresa e conclusa in tempo record, cioè lo scorso 14 giugno – continua il sindacalista -, quando la città di Catania aspettava ancora l’insediamento del nuovo sindaco, della nuova giunta e dei consiglieri comunali, mentre, nel frattempo, non ha perduto occasione per esternare al mondo intero il fatto che Fast non fosse firmataria di Contratto. Un modo per per giustificare la nostra esclusione dal tavolo, come se al mese di novembre 2017, invece, lo fosse!”.

Infine, in una lettera dello scorso 22 giugno, il presidente dell’azienda avrebbe sottolineato il fatto che l’organizzazione sindacale avrebbe dato dimostrazione di astio nei loro confronti.

“In attesa che il tempo, galantuomo, sistemi tutto, in merito al Vostro Accordo aziendale stipulato in data 14 giugno 2018 con le altre organizzazioni sindacali – conclude la Fast/Confsal – tenuto conto che pur essendo il 3° sindacato maggiormente rappresentativo in seno ad Amt/spa, su 7, è stato arbitrariamente escluso dall’intera trattativa, non condividendo i contenuti dell’accordo aziendale di cui trattasi (in quanto non migliorativi della condizione organizzativa e salariale dei lavoratori suoi associati, anzi, tutt’altro), rispetto al quale manifesta aperto dissenso allo stesso. Infine, per consolidato principio giurisprudenziale, faccio rilevare che è da considerarsi illecita la pretesa datoriale di esigere il rispetto dell’accordo aziendale anche dai lavoratori che, iscritti a un sindacato non firmatario dell’accordo medesimo, manifestino il loro dissenso, da ultimo Cassazione civile, sezione Lavoro, sentenza 15 novembre 2017, n. 27115″.