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23.08.2026

Carceri siciliane al collasso, l’allarme dei Garanti: “Situazione drammatica, un bimbo di 18 mesi dietro le sbarre”

di Redazione | 2 min di lettura

Sovraffollamento, caldo estremo e carenze sanitarie negli istituti dell’Isola. Sciopero della fame a Cavadonna e disordini a Catania e Messina. Appello urgente alle istituzioni

Carceri siciliane al collasso, l’allarme dei Garanti: “Situazione drammatica, un bimbo di 18 mesi dietro le sbarre”
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Una situazione definita “drammatica”, tra sovraffollamento, caldo estremo, carenze nell’assistenza sanitaria e condizioni di detenzione sempre più difficili. A lanciare l’allarme sulle carceri siciliane sono i Garanti dei detenuti di Palermo, Messina e Siracusa, Pino Apprendi, Lucia Risicato e Giovanni Villari, che chiedono un intervento immediato delle istituzioni.

A destare particolare preoccupazione è quanto sta accadendo nella casa circondariale di Gazzi, a Messina, dove da Ferragosto si trova una detenuta insieme al figlio di appena 18 mesi.

“Un bambino non può vivere in una cella”

I Garanti chiedono che venga trovata immediatamente una soluzione alternativa alla permanenza del piccolo in carcere.

Un bambino non può vivere in una cell“», sottolineano, evidenziando come il sovraffollamento dell’istituto finisca per aggravare anche i problemi legati alla sanità penitenziaria.

Da qui l’appello rivolto alla magistratura di Sorveglianza, al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e al Tribunale per i minorenni affinché venga disposta una misura alternativa, il trasferimento in un Istituto a custodia attenuata oppure l’inserimento in una casa famiglia protetta.

L’obiettivo, sostengono, deve essere quello di garantire alla madre e soprattutto al bambino “condizioni di vera dignità e umanità fuori da una cella“.

Caldo e sovraffollamento, tensione negli istituti

Il quadro denunciato riguarda però più strutture dell’Isola. Le temperature elevate di queste settimane stanno rendendo ancora più pesanti le condizioni di vita all’interno delle carceri.

Secondo i Garanti, la calura estiva sta provocando una forte situazione di stress sia tra i detenuti sia tra il personale della Polizia penitenziaria. Anche la permanenza all’aria aperta diventa particolarmente difficile perché, denunciano, i passeggi possono svolgersi proprio durante le ore più calde della giornata.

Il “binomio sovraffollamento-calura”, spiegano, sta determinando picchi di stress e malumori generalizzati.

Sciopero della fame a Cavadonna, disordini a Catania e Messina

Segnali di tensione vengono registrati in diversi istituti. Nel carcere di Cavadonna, a Siracusa, i detenuti appartenenti al circuito di Alta Sicurezza hanno iniziato venerdì uno sciopero della fame.

Disordini sono stati segnalati anche nel carcere di piazza Lanza a Catania e nella casa circondariale di Gazzi a Messina.

Particolarmente pesante anche il quadro relativo alle persone con fragilità psichiatriche. I Garanti riferiscono di casi di detenuti costretti a dormire all’aperto nei cortili oppure in stanze completamente prive di suppellettili, denunciando condizioni igieniche e personali definite «totalmente disumane».

“Mancano dentisti, oculisti, cardiologi e medici di turno”

A completare un quadro già fortemente critico ci sono le carenze dell’assistenza sanitaria penitenziaria. Negli istituti, denunciano i Garanti, mancherebbero figure specialistiche come dentisti, oculisti e cardiologi, oltre a un numero di medici di turno adeguato alle attuali necessità.

Un’emergenza che, secondo Apprendi, Risicato e Villari, non può più essere ignorata e che richiede risposte immediate per tutelare la dignità e la salute delle persone detenute e garantire condizioni di lavoro sostenibili anche al personale penitenziario.

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