CATANIA – Dopo il botta e risposta di ieri tra il segretario regionale Fast Giovanni Lo Schiavo e il presidente dell’Amt Puccio La Rosa riguardo la mancata trattativa per l’accordo quadro di secondo livello, ecco le nuove dichiarazioni del primo.
“Al fine di restituire all’opinione pubblica, il resoconto dei fatti che stanno determinando elementi di fortissima divergenza tra Fast e Amt, sulla scorta anche delle argomentazioni sviluppate sulla questione del Presidente La Rosa, è mio dovere, nella rispettiva qualità, stigmatizzare quanto appresso meglio specificato. Le organizzazioni sindacali e i vertici della partecipata da circa due anni hanno condotto una trattativa finalizzata al raggiungimento di un accordo quadro di secondo livello, applicato all’unità produttiva, tale da poter riconoscere al personale dipendente il premio di risultato e far si che nel contempo la società ne avesse un ritorno in termini di produttività”, ha dichiarato Lo Schiavo.
“A tal fine, durante tutto il periodo intercorso dal 2016 e fino a giorno 26 marzo 2018, data nella quale si è tenuto l’ultimo incontro, si sono svolte una quantità di riunioni, tendenti al raggiungimento di tale importante obiettivo, anche in presenza del Socio Unico, rappresentato dall’Assessore al Bilancio del Comune di Catania, con delega alle Partecipate, nonché in presenza anche del Cda. La nostra organizzazione sindacale lo scorso 11 aprile ha sollecitato il presidente della partecipata a convocare un’ulteriore riunione per il proseguo della trattativa in corso, ma nonostante ciò, inaspettatamente, il 17 aprile ci ha comunicato la decisione di chiuderla con esito negativo, mentre nel contempo ha riaperto il tavolo di trattativa ai sensi dell’art. 4 CCNL del 28 ottobre 2015 escludendo di fatto la Fast con la subdola scusante di non essere la stessa firmataria del contratto collettivo di lavoro”.
In considerazione della suddetta determinazione, peraltro assunta unilateralmente da parte della società, la Fast in pari data ha comunicato l’indizione dello stato di agitazione del personale a tutela e salvaguardia del sano e superiore interesse dei lavoratori che dopo due anni hanno visto tradite e disattese le proprie legittime aspettative.
“Stante quanto tutto sopra premesso, esposto e considerato, – ha concluso Giovanni Lo Schiavo – la scrivente ha inteso attivare la procedura di raffreddamento prevista dalla vigente regolamentazione provvisoria di cui all’art. 2 Lett. D) seconda fase della procedura – Delibera 18/01 – che disciplina la materia sul diritto di sciopero, propedeutica alla proclamazione dello stesso”.
“La Fast è un sindacato non riconosciuto che cerca di creare polemica perché vorrebbe il riconoscimento di prerogative sindacali“, è questa la risposta di Puccio La Rosa, Presidente di Amt. “Si tratta di un sindacato minoritario e non firmatario di contratto che accampa delle pretese praticamente sul nulla. La Fast ha un atteggiamento strumentale che non si riesce a capire“.
“La Fast – continua il Presidente di Amt – non ha diritti sindacali perché non ha le prerogative previste dal contratto nazionale del lavoro, in quanto non firmataria, e sta accampando una serie di proteste che non si comprendono. Detto ciò, ho convocato per lunedì tutti i sindacati firmatari di contratto perché me ne hanno fatto richiesta per parlare della questione dei tagli e per affrontare la possibilità di rivedere ragionamenti che possono andare bene per l’azienda, per i lavoratori e per la città alla luce di tutto quello che sta accadendo“, ha concluso La Rosa.