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28.03.2018

Amt Catania, l’inferno degli stipendi e il piede di guerra: “Pronti allo sciopero”

di Redazione
Amt Catania, l’inferno degli stipendi e il piede di guerra: “Pronti allo sciopero”

CATANIA – “Solitamente, quando un’azienda, qualunque essa sia, pubblica o privata, chiede ai propri dipendenti, l’effettuazione di prestazioni straordinarie, oltre il normale orario di lavoro, come è giusto che sia, corrisponde la dovuta retribuzione”.

Sono le parole di Giovanni Lo Schiavo, segretario regionale della Fast/Confsal. Il problema che il responsabile sottolinea è legato ai contratti di lavoro, all’orario del lavoro stesso e a un accordo, in tal senso, con il Comune di Catania.

“I lavoratori sono stanchi di aspettare un “contratto aziendale di secondo livello”, in discussione da oltre due anni che non giunge mai a conclusione, fra polemiche sterili, riunioni convocate a singhiozzo, elezioni Regionali, Politiche e prossime Amministrative e concorsi interni pubblicati da anni e mai espletati. In un azienda normale – afferma Lo Schiavo – tutto questo non succede, tanti problemi da anni irrisolti, a scapito della serenità degli stessi conducenti, peraltro, chiamati a guidare mezzi obsoleti che da tempo, già, dovevano essere rottamati”.

Nello specifico, per essere più chiari, questo è quello che è accaduto: “Dopo il passaggio all’ispettorato del lavoro del mese di ottobre 2017, dove l’ azienda dichiarava la dismissione del OS 38 e l’applicazione dell’art. 27 e 28 del ccnl, è successo che, anziché applicare il limite di 26 settimane come previsto dal contratto, l’ azienda ha applicato in maniera retroattiva e unilaterale un contatore di giornate a partire dal 01-09-17 di 156 giornate lavorate con pagamento mensile del 50% dello straordinario e 50 accantonato al compimento delle 156 giornate lavorate”.

Di fatto questo contatore, già bocciato dal referendum dei lavoratori, non toglie ore di straordinario, ma sposta il periodo plurisettimanale in avanti pari a tutte le assenze per malattia, 104, congedi parentali, donazione sangue, ecc, a eccezione della licenza e dei permessi retribuiti che vengono considerati di fatto presenze. Questo mese doveva avvenire il conguaglio delle ore accantonate al compimento delle 156 giornate, ma l’ azienda, non avendo il programma “perché non esiste”, e dovendo calcolare manualmente ogni singola busta, ha pensato di chiudere al 18-02-18 il contatore per tutti coloro che hanno compiuto 156 giorni entro il 18-03-18, tagliando di fatto il 50% dello straordinario fatto nel mese di Marzo 2018″.

Per tali ragioni la Fast/Confsal, indice un sit-in di protesta per mercoledì 4 aprile 2018 dalle ore 10,00 alle 14,00., davanti la sede gli uffici della Direzione Aziendale di via S. Euplio, propedeutico lo sciopero.