Coronavirus, i catanesi non osservano le regole e il contagio riprende: manifestazioni vietate in centro

Coronavirus, i catanesi non osservano le regole e il contagio riprende: manifestazioni vietate in centro

CATANIA – In conformità alla direttiva emanata dal Ministro dell’Interno in cui sono state dettate le apposite indicazioni sullo svolgimento di manifestazioni di protesta contro le misure sanitarie di contenimento del contagio da Covid-19, si è svolta, in data 11 novembre scorso, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con la partecipazione dei vertici provinciali delle forze di polizia e del vice sindaco di Catania.

Come noto, elevate criticità sul piano dell’ordine e della sicurezza pubblica si è riscontrato un significativo livello di inosservanza delle disposizioni di prevenzione del contagio. In questo quadro si rende necessario dettare apposite indicazioni affinché lo svolgimento delle manifestazioni in questione avvenga nell’equilibrato contemperamento dei vari diritti e interessi in gioco.


Nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sono stati esaminati i profili di criticità suscettibili di caratterizzare taluni luoghi del tessuto urbano cittadino in occasione dello svolgimento delle manifestazioni in argomento alla luce dell’andamento del fenomeno epidemiologico e si sono evidenziate criticità nelle aree del centro storico anche per la presenza di obiettivi sensibili e nella zona di corso Italia dove insistono numerose attività economiche.

In considerazione di quanto esaminato, il Prefetto, ha individuato nel rispetto del principio di proporzionalità, le seguenti specifiche aree urbane sensibili, di particolare interesse per l’ordinato svolgimento della vita della comunità e ne ha disposto la temporanea interdizione allo svolgimento di manifestazioni pubbliche per la durata dello stato di emergenza, in ragione dell’attuale situazione pandemica:

  • Piazza Duomo;
  • Piazza Università;
  • Piazza Stesicoro;
  • Piazza Vincenzo Bellini;
  • Piazza Dante;
  • Piazza Carlo Alberto;
  • Piazza Palestro;
  • Piazza Mazzini;
  • Villa Pacini;
  • Villa Bellini e area antistante prospiciente via Etnea;
  • Piazza Giovanni Verga;
  • Piazza Europa;
  • Piazza Repubblica;
  • Piazza Giovanni XXIII;
  • Piazza Martiri;
  • Piazza Iolanda;
  • Piazza Trento.

Saranno, escluse dai percorsi dei cortei di protesta la via Etnea, da incrocio viale XX Settembre a piazza Duomo, viale XX Settembre da incrocio via Etnea, corso Italia fino a piazza Europa e via Umberto.

La direttiva è stata inviata al Questore per l’esercizio dei poteri di cui all’art.18 del TULPS e delle connesse disposizioni regolamentari.
In particolare il Questore ai sensi di tali norme provvederà ad adottare, laddove necessario, i divieti e le prescrizioni riguardanti lo svolgimento delle manifestazioni preavvisate.

In particolare ove non si ravvisino esigenze impeditive, potrà adeguatamente modulare per le aree diverse da quelle sopra individuate prescrizioni in ragione di considerazioni fattuali, di tempo e di luogo, o di altre rilevanti circostanze quali il coinvolgimento nella manifestazione di un numero elevato di partecipanti, anche disponendo lo svolgimento in forma statica in luogo di quella dinamica ovvero regolamentando percorsi idonei a preservare aree urbane nevralgiche.

Ai sensi del citato art.18 TULPS il Questore darà data ogni altra prescrizione finalizzata al rispetto delle misure anti contagio nonché provvederà a pianificare i conseguenti, adeguati servizi di ordine pubblico con il concorso della polizia locale. Per quanto riguarda eventuali manifestazioni che verranno preannunciate in altri Comuni dell’area metropolitana, le stesse saranno sottoposte all’attenzione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per le conseguenti valutazioni alla luce della direttiva in argomento.

Le direttiva prefettizia ha immediata attuazione e potrà trovare applicazione per manifestazioni pubbliche attinenti ad ogni altra tematica.
La direttiva è stata inviata anche al Sindaco di Catania per l’eventuale adozione, nella veste di autorità sanitaria locale, dei provvedimenti di cui all’art.50, comma 5, T.U.E.L e di cui all’art.32 della 23 dicembre 1978, n.833.

Foto di repertorio