Il deputato di Sud chiama Nord chiede un’audizione urgente in IV Commissione all’Ars. Sotto accusa le limitazioni sui ponti Mili e Galati, i ritardi per le rampe autostradali e l’impraticabilità delle passerelle sui torrenti: "La Regione intervenga prima che sia troppo tardi"
Il rischio è quello di un blocco parziale dei cantieri del raddoppio ferroviario Messina-Catania, con ripercussioni sul cronoprogramma dell’opera e sull’occupazione. A lanciare l’allarme è Pippo Lombardo, deputato regionale di Sud chiama Nord, che ha chiesto la convocazione urgente della IV Commissione dell’Assemblea regionale siciliana per affrontare le criticità della viabilità a servizio dei cantieri.
“Sul raddoppio ferroviario Messina-Catania si sta creando una situazione potenzialmente esplosiva. Se non si interviene immediatamente, il rischio concreto è quello di arrivare alla chiusura parziale dei cantieri, con conseguenze pesantissime sull’opera e soprattutto sui lavoratori”, afferma Lombardo.
Al centro della questione ci sono le limitazioni entrate in vigore dal 1° ottobre sui ponti Mili e Galati della Statale 114 Orientale Sicula, dove sono stati disposti il restringimento della carreggiata e il divieto di transito per i veicoli con massa superiore alle 26 tonnellate.
Una misura adottata dopo le verifiche tecniche sulle infrastrutture e che, secondo quanto evidenziato da Lombardo, potrebbe protrarsi nel tempo, dal momento che gli interventi di adeguamento statico sarebbero ancora in fase di progettazione.
“Non stiamo parlando di un problema marginale di viabilità. Su quell’asse devono transitare i mezzi pesanti provenienti dalla galleria Giampilieri e diretti verso Messina, al villaggio di Contesse. Con il limite imposto sui ponti Mili e Galati, i mezzi di maggiore tonnellaggio non possono più utilizzare il percorso previsto. Questo significa mettere seriamente a rischio la continuità delle lavorazioni”.
Nel documento trasmesso alla IV Commissione viene evidenziato anche il rischio di fermo della TBM “Letteria”, la talpa meccanica che ha già completato lo scavo di una delle due canne della galleria Scaletta, lunga oltre 2,7 chilometri, e che sarebbe pronta ad avviare lo scavo della galleria Quali, lunga circa 4,5 chilometri.
“Fermare una macchina di questo tipo significa incidere direttamente sul cronoprogramma di un’opera strategica e aprire scenari estremamente preoccupanti anche sul fronte occupazionale – sottolinea Lombardo –. Il rischio di licenziamenti non può essere sottovalutato né affrontato quando sarà ormai troppo tardi. Bisogna agire adesso“.
A complicare ulteriormente la situazione, secondo il deputato regionale, ci sarebbero i ritardi nelle ultime autorizzazioni ambientali necessarie per avviare la realizzazione delle rampe di cantiere di Nizza di Sicilia, Sant’Alessio e Taormina.
A questo si aggiungono l’impraticabilità della passerella sommergibile sul torrente Nisi e quella che, secondo quanto riportato nella richiesta di audizione, interesserà a breve anche il torrente Agrò.
“Si sta formando una vera e propria trappola viaria attorno ai cantieri: da una parte i mezzi pesanti non possono percorrere l’itinerario originariamente programmato, dall’altra le alternative necessarie non sono ancora disponibili. E nel mezzo ci sono un’opera fondamentale per la Sicilia, imprese, lavoratori e intere comunità che rischiano di subire le conseguenze di ritardi e mancate decisioni”.
Da qui la richiesta di convocare urgentemente la IV Commissione per verificare le possibili soluzioni, compresa l’ipotesi di convogliare i mezzi pesanti sulla rete autostradale, valutandone però le conseguenze sulla sicurezza della circolazione, sulla viabilità ordinaria e autostradale, sull’ambiente e sui territori coinvolti.
Lombardo chiede che al tavolo vengano convocati gli assessori regionali competenti, i dirigenti dei Dipartimenti regionali, Anas, Rfi, FS Engineering, Arpa, Soprintendenza, il Consorzio impegnato nel raddoppio ferroviario, il Cas e i sindaci dei Comuni interessati dalla tratta.
“Non possiamo aspettare che i cantieri si fermino per convocare tavoli e cercare soluzioni. Il campanello d’allarme sta già suonando. Servono risposte immediate sulle rampe, sulla viabilità alternativa e sulle condizioni per garantire il transito dei mezzi”.
Per Lombardo il raddoppio Messina-Catania rappresenta una delle opere infrastrutturali più importanti dell’Isola e occorre evitare che le criticità viarie e i ritardi autorizzativi producano un effetto domino sui lavori.
“La Regione convochi immediatamente tutti i soggetti coinvolti e si assuma la responsabilità di trovare una soluzione prima che il rischio diventi realtà“, conclude il deputato regionale.