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02.11.2026

Privatizzazione SAC, il Patto per la Sicilia Orientale attacca Torrisi: “Il suo silenzio è un atto politico. Catania e Comiso pretendono risposte”

di Redazione | 6 min di lettura

Polemiche dopo la prima seduta della Commissione Speciale SAC del Consiglio comunale di Catania. Il Patto denuncia l'assenza dei vertici decisionali e chiede la presenza di Torrisi il 5 novembre: "In gioco il futuro degli aeroporti, 1.400 lavoratori e un patrimonio pubblico da 500-600 milioni di euro"

Privatizzazione SAC, il Patto per la Sicilia Orientale attacca Torrisi: “Il suo silenzio è un atto politico. Catania e Comiso pretendono risposte”
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Si accende lo scontro sulla privatizzazione della SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Il Patto per la Sicilia Orientale interviene duramente dopo la prima riunione della Commissione Speciale SAC del Consiglio comunale di Catania, tenutasi giovedì 29 ottobre, denunciando l’assenza dei vertici societari e chiedendo risposte concrete sul futuro dei due scali.

Al centro delle contestazioni, la mancata partecipazione di Nico Torrisi e la presenza, al suo posto, di Giancarlo Guarrera, direttore tecnico della SAC, che, secondo quanto riferito dal Patto, sarebbe intervenuto senza una delega formale a rappresentare la società e avrebbe dichiarato di non poter rispondere alle domande poste dai consiglieri.

Una situazione che il movimento definisce politicamente grave, soprattutto alla luce della procedura che potrebbe portare alla cessione fino all’80% del capitale societario, con una valutazione complessiva della SAC stimata tra 500 e 600 milioni di euro.

“Ottanta minuti di fuffa”: le accuse del Patto alla prima seduta della Commissione

Il Patto per la Sicilia Orientale non risparmia critiche alla gestione dell’audizione.

“La Commissione Speciale SAC non è un convegno a cui si partecipa per cortesia. È l’organo di controllo istituzionale del Consiglio Comunale di Catania, socio pubblico della SAC”, sottolinea il movimento.

Una procedura che, secondo il Patto, coinvolge direttamente il futuro degli aeroporti di Fontanarossa e Comiso, 1.400 lavoratori, milioni di passeggeri e l’economia dell’intera Sicilia orientale.

“Mandare un dirigente tecnico privo di delega, sapendo in anticipo che non avrebbe potuto rispondere, non è una dimenticanza procedurale. È comunicare alla Commissione, e alla città, che le domande dei consiglieri non meritano risposta diretta”.

Il consigliere Capuana avrebbe sollevato immediatamente l’anomalia, ma la seduta sarebbe comunque proseguita per oltre ottanta minuti.

Secondo quanto riportato dal Patto, alcune fonti consiliari avrebbero definito l’incontro “ottanta minuti di fuffa”.

“Quando manca chi può rispondere, il confronto istituzionale diventa una rappresentazione”, osserva il movimento.

Critiche anche alla Commissione: “Perché non sospendere i lavori?”

Le contestazioni non riguardano soltanto la SAC, ma anche la scelta di proseguire l’audizione in assenza di un rappresentante dotato, secondo il Patto, di effettivi poteri decisionali.

“Come mai la Commissione ha consentito che la seduta proseguisse per ottanta minuti in assenza di un interlocutore con potere decisionale?”, si domanda il movimento.

Il Patto richiama la possibilità, prevista dal regolamento consiliare secondo la propria ricostruzione, di sospendere o rinviare i lavori qualora non sussistano le condizioni per un confronto utile.

“Quella facoltà poteva e forse doveva essere esercitata. Non per colpire SAC, ma per non legittimare una presenza che era, nei fatti, un’assenza”.

Privatizzazione SAC, quattro domande a Torrisi: “Perché vendere proprio adesso?”

In vista della prossima riunione della Commissione, prevista per giovedì 5 novembre, il Patto per la Sicilia Orientale chiede che Torrisi partecipi personalmente e fornisca chiarimenti su quattro questioni considerate fondamentali.

La prima riguarda le motivazioni economiche e strategiche della privatizzazione.

Secondo il movimento, la deliberazione G.C. n. 22 del 25 marzo 2019 rappresenterebbe l’unico atto tecnico-economico posto a fondamento dell’operazione. Un documento risalente a sette anni fa, mentre nel frattempo il settore aeroportuale ha attraversato trasformazioni profonde: dalla pandemia alla ripresa del traffico aereo, dall’ingresso di Aeroitalia alle emergenze legate alla cenere vulcanica dell’Etna.

“Quale nuova analisi giustifica oggi la cessione?”, chiede il Patto.

Il valore della SAC e il rischio dello “sconto vulcano”

Il secondo interrogativo riguarda il prezzo di vendita della società aeroportuale.

Secondo le cifre richiamate dal Patto, le aspettative della SAC sarebbero state di almeno 400 milioni di euro, a fronte di una valutazione complessiva compresa tra 500 e 600 milioni. Il movimento evidenzia inoltre le conseguenze economiche delle interruzioni del traffico aereo provocate dalla cenere vulcanica.

Le perdite di ricavi registrate durante le emergenze di agosto vengono quantificate, nella nota, in 3,5 milioni di euro per la sola SAC e oltre 70 milioni per l’intero sistema. Secondo il Patto, alcuni potenziali offerenti starebbero valutando la possibilità di applicare uno “sconto vulcano” nelle trattative.

Da qui una domanda: “Chi tutela il valore pubblico dell’asset nella trattativa?”

Occupazione, investimenti e futuro di Comiso: “Servono clausole vincolanti”

La terza questione riguarda le garanzie che dovrebbero accompagnare l’ingresso di eventuali investitori privati.

Il Patto denuncia l’assenza, a suo giudizio, di documenti pubblici che certifichino gli obblighi contrattuali relativi a investimenti, tutela occupazionale, sviluppo dell’aeroporto di Comiso e continuità dei servizi durante le emergenze vulcaniche.

“Le dichiarazioni d’intenti non sono clausole. Le clausole si prezzano, si verificano, si fanno rispettare”.

Per il movimento, il futuro dei due aeroporti non può essere affidato esclusivamente alle intenzioni dei potenziali acquirenti, ma deve essere tutelato attraverso impegni verificabili.

Golden Power, il Patto chiede chiarezza sul ruolo del Governo

Il quarto punto riguarda la governance della futura SAC e l’eventuale applicazione dei poteri speciali dello Stato.

Il Patto ricorda che il tema del Golden Power sarebbe stato evocato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ma sottolinea che un richiamo politico non equivale all’effettiva attivazione dello strumento.

“Evocarlo non equivale ad attivarlo”, osserva il movimento.

Secondo il Patto, non risulterebbero al momento atti formali del Governo che subordinino la procedura di privatizzazione all’inserimento di specifiche clausole di interesse nazionale.

Da qui la richiesta di conoscere la posizione ufficiale della SAC.

La scadenza del 12 novembre e le richieste ai soci pubblici

Il confronto assume particolare rilevanza in vista del 12 novembre, termine indicato per la presentazione delle offerte non vincolanti da parte dei potenziali acquirenti internazionali. Il Patto per la Sicilia Orientale precisa di non essere contrario, in linea di principio, all’ingresso di capitali privati nella SAC, ma contesta le modalità con cui, a suo giudizio, si starebbe procedendo.

“Il Patto per la Sicilia Orientale non si oppone in linea di principio all’ingresso di capitali privati nella SAC. Si oppone a una privatizzazione opaca, accelerata, priva di motivazione tecnica aggiornata e di clausole contrattuali a tutela del territorio”.

Le richieste avanzate dal movimento riguardano tre aspetti principali:

  • La presenza personale di Torrisi alla Commissione del 5 novembre, accompagnata da una relazione scritta sulle questioni sollevate.
  • Una posizione comune dei soci pubblici, tra cui Città Metropolitana di Catania, Libero Consorzio di Siracusa e Comune di Comiso, prima della prossima audizione.
  • La convocazione del commissario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, indicata come principale cedente con il 60,7% del capitale, e dei consulenti incaricati della procedura.

L’ultimatum del Patto: “Senza Torrisi, la Commissione sospenda i lavori”

Il Patto per la Sicilia Orientale conclude il proprio intervento formulando una richiesta precisa per la prossima seduta.

“Se Torrisi non si presenta personalmente, la Commissione sospenda immediatamente i lavori e fissi un’audizione vincolante”.

Una posizione che il movimento motiva con la necessità di garantire trasparenza e un confronto istituzionale effettivo su un’operazione destinata a incidere sul futuro delle infrastrutture aeroportuali della Sicilia orientale.

“Catania e Comiso non chiedono comparse, pretendono risposte da chi ha il potere di decidere”.

Resta dunque alta l’attenzione sulla riunione del 5 novembre, considerata dal Patto un passaggio fondamentale per ottenere chiarimenti prima della scadenza fissata per le offerte non vincolanti. Al centro della vicenda rimangono il futuro degli aeroporti di Catania e Comiso, la tutela dei lavoratori, gli investimenti e il valore di un patrimonio strategico per l’economia siciliana.

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