Il dipartimento regionale dell'Ambiente interviene sul caso di un'impresa turistico-alberghiera di Cefalù invitata a regolarizzare il pagamento. Beringheli: "Non ha mai presentato domanda di esenzione né dichiarato danni gravi". Ecco i requisiti previsti dalla normativa
L’esenzione dal pagamento del canone demaniale marittimo per il 2026, prevista dalla Regione Siciliana dopo i danni provocati dal ciclone Harry, non è automatica e riguarda esclusivamente le imprese titolari di concessioni che abbiano subìto gravi conseguenze a causa degli eventi meteorologici dello scorso gennaio.
A chiarirlo è il dirigente generale del dipartimento regionale dell’Ambiente, Rino Beringheli, intervenuto dopo la notizia relativa a un’impresa turistico-alberghiera di Cefalù, in provincia di Palermo, che sarebbe stata illegittimamente invitata a versare il canone concessorio.
La misura straordinaria è disciplinata dalla legge regionale n. 3 del 30 gennaio 2026 e dal successivo decreto dell’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, n. 12 del 5 febbraio.
Il provvedimento consente l’esenzione dal pagamento del canone demaniale marittimo per l’annualità 2026 alle imprese gravemente danneggiate dal ciclone Harry, purché titolari di concessioni destinate ad attività turistico-ricreative, sportive, nautica da diporto, cantieristica navale o situate nelle aree portuali.
La circolare attuativa del 13 maggio stabilisce che, per accedere al beneficio, le imprese devono presentare apposita richiesta e dimostrare almeno una delle seguenti condizioni:
Il beneficio è quindi subordinato alla presentazione dell’istanza e alla sussistenza dei requisiti previsti.
Il chiarimento della Regione arriva in seguito alla vicenda di un’impresa turistico-alberghiera di Cefalù che avrebbe contestato la richiesta di pagamento del canone demaniale.
Secondo quanto accertato dagli uffici regionali, tuttavia, l’azienda non avrebbe presentato alcuna domanda per usufruire dell’agevolazione.
“Abbiamo verificato che l’impresa in questione non ha mai presentato istanza di esenzione e neppure dichiarato di avere subito danni gravi”, ha spiegato Rino Beringheli.
Il dirigente ha quindi precisato che, in assenza della richiesta e della dichiarazione dei danni, l’impresa era tenuta a rispettare la scadenza ordinaria.
“Dunque, come previsto, avrebbe dovuto corrispondere il canone concessorio entro il 15 settembre scorso. Ecco perché il nostro dipartimento ha provveduto a inviare l’invito a regolarizzare il pagamento”.
La Regione ribadisce così che non tutte le imprese titolari di concessioni demaniali marittime possono beneficiare dell’esenzione, ma soltanto quelle che rientrano nelle categorie previste e che hanno subito danni gravi riconducibili al ciclone Harry.
La misura è stata introdotta per sostenere le attività economiche maggiormente colpite dagli eventi meteorologici del gennaio 2026, attraverso un’agevolazione mirata alle imprese che abbiano effettivamente subito conseguenze rilevanti sulle strutture, sulle superfici in concessione o sulla continuità delle proprie attività.