Cerca nel sito

15.10.2026

Caro gasolio, 100 pescherecci pronti a mobilitarsi nello Stretto di Messina: vertice in Prefettura, si attende la risposta del Governo

di Redazione | 4 min di lettura

Confermata la protesta del 22 ottobre, dalle 5 alle 17, con imbarcazioni provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria. La Federazione Armatori Siciliani incontra il prefetto Cosima Di Stani e chiede un tavolo nazionale urgente. Micalizzi: "Non vogliamo bloccare lo Stretto, vogliamo salvare le nostre imprese"

Caro gasolio, 100 pescherecci pronti a mobilitarsi nello Stretto di Messina: vertice in Prefettura, si attende la risposta del Governo
Indice

Cento motopescherecci pronti a mobilitarsi nello Stretto di Messina contro il caro gasolio. La protesta, programmata per il prossimo 22 ottobre, è stata confermata dalla Federazione Armatori Siciliani al termine di un incontro istituzionale svoltosi il 14 ottobre presso la Prefettura di Messina.

Una delegazione dell’organizzazione, guidata dal presidente Fabio Micalizzi, è stata ricevuta dal prefetto Cosima Di Stani, alla presenza del questore e del dirigente della DIGOS, per discutere delle ragioni della mobilitazione e delle modalità organizzative della manifestazione.

Al centro del confronto, la crisi economica che sta interessando il settore della pesca a causa dell’aumento dei costi del carburante e la richiesta di un intervento urgente da parte del Governo nazionale.

La mobilitazione resta confermata, ma gli armatori si dichiarano disponibili a sospenderla qualora arrivasse un impegno concreto da Palazzo Chigi.

Il prefetto Di Stani disponibile a interessare Palazzo Chigi e il ministro Lollobrigida

Durante l’incontro, secondo quanto riferito dalla Federazione, il prefetto Cosima Di Stani avrebbe manifestato la disponibilità a rappresentare le richieste della categoria alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

La principale richiesta avanzata dagli armatori è la convocazione urgente a Roma degli Stati Generali della Pesca, attraverso un tavolo nazionale straordinario aperto a tutte le organizzazioni del comparto, comprese quelle autonome e non rappresentate negli organismi istituzionali.

“Oggi a protestare sono soprattutto le marinerie e le organizzazioni autonome, dalla Sicilia alla Calabria e in altre regioni italiane. Il Governo deve ascoltare anche chi ogni giorno affronta direttamente le conseguenze di questa crisi”, ha dichiarato Fabio Micalizzi.

L’obiettivo è avviare un confronto diretto con l’esecutivo sulle misure necessarie a sostenere le imprese della pesca, sempre più in difficoltà per l’aumento dei costi di esercizio.

Protesta del 22 ottobre: cento pescherecci nello Stretto dalle 5 alle 17

Nel corso del vertice, il prefetto e il questore hanno chiesto chiarimenti sulle modalità di svolgimento della manifestazione.

La Federazione ha confermato la partecipazione di 100 motopescherecci provenienti dalle marinerie siciliane e calabresi, illustrando l’intenzione di svolgere la mobilitazione giovedì 22 ottobre, dalle ore 5 alle ore 17, in uno specchio d’acqua dello Stretto di Messina.

Entro il 19 ottobre l’organizzazione trasmetterà alle autorità una relazione dettagliata sulle modalità operative della protesta, possibilmente accompagnata dall’elenco delle imbarcazioni e dei marittimi partecipanti.

La Federazione ha assicurato piena collaborazione con Prefettura, Questura, DIGOS e autorità marittime, impegnandosi a rispettare le disposizioni sulla sicurezza della navigazione e le eventuali prescrizioni impartite dagli organi competenti.

Timori per possibili infiltrazioni durante la manifestazione

Nel corso dell’incontro è stata affrontata anche la questione della sicurezza.

Il coordinatore regionale delle marinerie, Sebastiano Caruso, ha segnalato alle autorità la preoccupazione per possibili infiltrazioni di soggetti estranei all’organizzazione della protesta. Si tratta di timori espressi dalla Federazione, senza che nel comunicato vengano indicati episodi concreti già accertati. Il presidente Micalizzi ha assicurato che, qualora emergessero elementi specifici, l’organizzazione provvederà a informare tempestivamente l’autorità giudiziaria.

“Vogliamo una manifestazione pacifica, responsabile e rispettosa delle regole. Collaboreremo pienamente con le istituzioni e con le forze dell’ordine per garantire la sicurezza di tutti”.

La Federazione chiede un tavolo nazionale: possibile sospensione della protesta

Nonostante la conferma della partecipazione dei cento pescherecci, la Federazione Armatori Siciliani lascia aperta la possibilità di sospendere la mobilitazione. Una convocazione ufficiale del tavolo nazionale sull’emergenza caro gasolio, accompagnata da una data certa anche successiva al 22 ottobre, potrebbe infatti rappresentare un segnale sufficiente per valutare lo stop alla protesta.

“Non pretendiamo che tutti i problemi vengano risolti in pochi giorni. Chiediamo però un impegno serio e concreto del Governo, con la convocazione di tutte le rappresentanze della pesca, comprese quelle autonome”, ha sottolineato Micalizzi.

La Federazione sollecita inoltre l’accelerazione degli strumenti finanziari europei già previsti per sostenere le imprese colpite dall’aumento dei costi energetici.

Micalizzi: “Il caro gasolio sta rendendo insostenibile l’attività di pesca”

Il presidente della Federazione ha ribadito le difficoltà economiche che stanno affrontando gli armatori, sottolineando le conseguenze dell’aumento del prezzo del carburante sulla sostenibilità delle attività di pesca.

“Gli armatori non chiedono privilegi. Chiedono soltanto di poter continuare a lavorare, pagare gli equipaggi e garantire un futuro alle proprie famiglie. Il caro gasolio sta rendendo economicamente insostenibile l’attività di pesca. Non possiamo continuare ad assistere a incontri e dichiarazioni senza che arrivino risposte adeguate”.

Micalizzi ha inoltre espresso apprezzamento per la disponibilità manifestata dalle autorità presenti all’incontro in Prefettura. “Ringraziamo il Prefetto Di Stani, il Questore e il dirigente della DIGOS per l’attenzione dimostrata. Adesso attendiamo che questo confronto produca risultati concreti”.

“Il Governo può ancora evitare la protesta”

La Federazione ribadisce che la mobilitazione del 22 ottobre non rappresenta un obiettivo irrinunciabile, ma uno strumento per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà del comparto.

“Cento pescherecci hanno confermato la partecipazione alla mobilitazione del 22 ottobre. Ma se il Governo darà un segnale serio e verificabile, saremo i primi a valutare la sospensione della protesta”, ha dichiarato Micalizzi.

Il presidente ha quindi concluso con un appello all’esecutivo: “Non vogliamo bloccare lo Stretto di Messina. Vogliamo evitare che sia il caro gasolio a bloccare definitivamente la pesca italiana“.

La decisione sulla mobilitazione resta dunque legata agli sviluppi del confronto istituzionale e all’eventuale convocazione di un tavolo nazionale. Il prossimo appuntamento è fissato per il 19 ottobre, quando la Federazione dovrà comunicare alle autorità i dettagli organizzativi della manifestazione prevista tre giorni dopo nello Stretto di Messina.

06:21