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23.09.2026

Caro carburante, allarme CNA FITA Sicilia: “Senza misure immediate il settore rischia di chiudere”

di Redazione | 2 min di lettura

L’associazione denuncia una grave crisi di liquidità per le imprese dell’autotrasporto, soprattutto quelle più piccole. Ranno: "Molti padroncini hanno già spento il motore". Chiesti interventi su Iva e accise

Caro carburante, allarme CNA FITA Sicilia: “Senza misure immediate il settore rischia di chiudere”
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Il caro carburante mette sotto pressione l’autotrasporto siciliano e, secondo CNA FITA Sicilia, senza interventi immediati molte imprese potrebbero non riuscire a proseguire l’attività fino alla fine dell’anno.

L’allarme riguarda soprattutto le microimprese, che secondo l’associazione rappresentano oltre il 70% del settore. CNA FITA indica nell’aumento dei prodotti petroliferi una delle principali cause della crisi di liquidità e sostiene che il prezzo del carburante sia passato da 1,78 euro al litro a marzo a 2,39 euro al litro.

Ranno: “Il blocco è già in atto

“C’è chi annuncia blocchi, ma il blocco è già in atto – afferma Salvatore Ranno, presidente di CNA FITA Sicilia –. Molti piccoli padroncini, non riuscendo a sostenere i costi, hanno già spento il motore e lasciato il proprio mezzo nel piazzale”.

Secondo Ranno, per numerose piccole e medie imprese il problema è ormai legato alla stessa sostenibilità economica dei viaggi: “Per tante piccole e medie imprese i costi da sostenere per un viaggio determinano solo perdite”.

“Gli aiuti arriveranno dopo, ma il carburante va comprato adesso

CNA FITA punta il dito anche sui tempi previsti per le misure di sostegno nazionali e regionali. Rimborso delle accise, credito d’imposta e interventi contro il caro carburante, secondo l’associazione, rischiano di produrre effetti concreti soltanto entro la fine dell’anno, mentre le aziende devono sostenere immediatamente i costi per continuare a lavorare.

Critiche anche sui tempi della Regione. CNA FITA sostiene che il decreto regionale contro il caro carburante, annunciato a fine maggio, non sia stato ancora pubblicato, con la conseguenza che deve ancora essere organizzato il processo per l’erogazione delle risorse stanziate.

La richiesta: Iva al 4% e stop temporaneo alle accise

I coordinatori regionali di CNA FITA Sicilia, Giorgio Stracquadanio e Daniela Taranto, chiedono quindi provvedimenti immediati e strutturali.

“È inutile girare intorno – affermano –. Al settore servono misure immediate e strutturali che permettano alla maggioranza delle imprese che vi operano di poter esercitare il loro lavoro con dignità”.

Tra le proposte avanzate c’è la riduzione al 4% dell’aliquota Iva sui prodotti petroliferi e sugli altri beni utilizzati nell’autotrasporto merci, tra cui carburante, additivi e pneumatici, per tutta la durata dell’attuale crisi geopolitica. CNA FITA chiede inoltre la temporanea abolizione delle accise per il settore del trasporto merci.

Secondo l’associazione, interventi di questo tipo sarebbero necessari per sostenere un comparto considerato fondamentale per l’economia siciliana e già penalizzato, sostiene CNA FITA, anche dalle condizioni della rete stradale e autostradale dell’Isola.

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