La piazza si mobilita contro il riarmo, le spese militari e il carovita, puntando il dito contro l'impoverimento strutturale e l'aumento generale dei prezzi
Tutto pronto per lo sciopero generale di oggi a Catania, con il concentramento partito dal porto cittadino.
Inizia così il cammino verso un cambiamento radicale della situazione, della vita, del lavoro e del welfare che i manifestanti stanno denunciando.
La piazza si mobilita contro il riarmo, le spese militari e il carovita, puntando il dito contro l’impoverimento strutturale e l’aumento generale dei prezzi.
Tra le motivazioni e le rivendicazioni principali ci sono la richiesta di un maggior welfare state – con fondi per sanità, scuola, trasporti pubblici e diritto all’abitare – e un aumento salariale di 500 euro netti in busta paga per tutelare i lavoratori.
Ai nostri microfoni Claudia Urzì di USB Scuola, Corrado Tabita Siena, Coordinatore regionale e provinciale USB Lavoro Privato, Fabio Micalizzi della Federazione Armatori Siciliani.
E ancora, Mimmo Cosentino (segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista) e Alessia Giglio, giovane studentessa esponente del FGC.

