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03.10.2025

Catania, sgominata banda delle “rapine in villa”: 6 su 7 finiscono in carcere – DETTAGLI e NOMI

di Redazione
Catania, sgominata banda delle “rapine in villa”: 6 su 7 finiscono in carcere – DETTAGLI e NOMI
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CATANIA – Su disposizione della Procura della Repubblica di Catania, i carabinieri del comando provinciale, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sicilia e del Nucleo Cinofili, hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali emessa dal GIP del Tribunale etneo nei confronti di sette indagati.

Per sei di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per un settimo soggetto sono scattati gli arresti domiciliari.

Gli indagati sono accusati – ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva – di associazione per delinquere, rapina aggravata, nonché di altri reati connessi tra cui lesioni personali, possesso di segni distintivi contraffatti, porto illegale di armi e strumenti atti a offendere.

Le indagini

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura e condotta dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Catania-Fontanarossa, si è sviluppata tra novembre 2024 e giugno 2025, con intercettazioni, appostamenti e riscontri diretti sul territorio.

Secondo gli inquirenti, il sodalizio criminale era specializzato nelle rapine in villa, organizzate con metodi paramilitari, pianificazione meticolosa e modalità particolarmente violente.

Un aspetto singolare emerso dalle indagini riguarda la presenza, nel gruppo, di un componente di origini senegalesi che avrebbe avuto il compito di garantire, attraverso riti esoterici e propiziatori, la “protezione spirituale” degli assalti, che non iniziavano mai senza tali pratiche.

L’episodio di Misterbianco

La vicenda che ha dato il via all’inchiesta risale alla notte del 16 novembre 2024, quando una banda fece irruzione in una villa di Misterbianco, abitata da una coppia e dalla loro bambina di appena 16 mesi.

La vittima, un imprenditore 40enne, fu fermato lungo la strada da falsi agenti della Guardia di Finanza con lampeggianti, pettorine e palette. Convinto si trattasse di un controllo, fu costretto a condurli a casa, dove gli assalitori si rivelarono per quello che erano: rapinatori armati.

All’interno, davanti alla compagna e alla figlia, l’uomo fu immobilizzato con nastro adesivo, picchiato e minacciato. I malviventi si fecero consegnare 16 mila euro in contanti, gioielli e orologi di lusso per oltre 60 mila euro. Le violenze proseguirono con minacce di mutilazione e perfino di vendere all’estero la bambina.

Sotto tale pressione, l’imprenditore rivelò l’esistenza di una seconda abitazione, sempre a Misterbianco, dove i rapinatori riuscirono a impossessarsi di un’ulteriore somma di oltre 100mila euro.

Gli sviluppi investigativi

Grazie al sistema di videosorveglianza della villa, che i rapinatori avevano tentato invano di manomettere, i carabinieri hanno acquisito prove decisive.

Le indagini hanno fatto emergere anche un’altra rapina consumata, una tentata rapina sventata dai militari, e ulteriori attività criminali attribuite all’organizzazione.

I destinatari delle misure cautelari

Sono stati sottoposti a custodia cautelare in carcere:

  • Domenico Aleo, 46 anni;

  • Alberto Gianmarco Angelo Caruso, 45 anni;

  • Khalipha Casse, 62 anni;

  • Valentina Maugeri, 37 anni;

  • Alessandro Sapiente, 37 anni;

  • Gianfranco Sapiente, 40 anni.

Agli arresti domiciliari è finito invece:

  • Andrea Caggegi, 43 anni.

Le immagini video

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