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14.10.2026

Noemi Impellizzeri, il Ris di Messina al lavoro sul caso: si cercano tracce di Dna

di Redazione | 2 min di lettura
Noemi Impellizzeri, il Ris di Messina al lavoro sul caso: si cercano tracce di Dna

Sono state affidate al Ris dei carabinieri di Messina alcune analisi decisive per fare luce sulla morte di Noemi Impellizzeri, la donna di 33 anni trovata senza vita il 23 agosto nella sua abitazione a Riposto, nel Catanese, dove era divampato anche un incendio.

In un primo momento si era ipotizzato il suicidio, anche sulla base di alcuni messaggi che la donna avrebbe inviato all’amico Tony Proietto, 46 anni. L’uomo è l’unico indagato nell’inchiesta della Procura di Catania per omicidio volontario.

L’autopsia e i successivi accertamenti investigativi avrebbero rafforzato l’ipotesi di un omicidio simulato come suicidio. A oltre un mese dal ritrovamento del corpo, sia il legale dell’indagato sia quello dei familiari della vittima ritengono che la pista dell’omicidio debba essere approfondita.

Le analisi del Ris e la ricerca del Dna

Gli specialisti del Ris si concentreranno in particolare sul materiale repertato sotto le unghie della donna, per verificare l’eventuale presenza di tracce biologiche riconducibili a un’altra persona.

Tra le ipotesi investigative al vaglio c’è quella secondo cui Noemi sarebbe stata aggredita alle spalle, sarebbe caduta battendo il volto e sarebbe stata successivamente strangolata. La corda con cui il corpo è stato trovato impiccato potrebbe, secondo questa ricostruzione, essere stata utilizzata anche per strangolarla. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti scientifici e investigativi.

L’attesa dei risultati e la posizione dei familiari

L’avvocata Valeria Raciti, che assiste i fratelli della vittima, Erica e Gaetano, insieme ai consulenti di parte Francesco Porcino, Luca Chianelli e Salvatore Spitaleri, ha sottolineato l’importanza di attendere gli esiti delle analisi e il completamento degli accertamenti.

La legale ha espresso fiducia nel lavoro svolto sulla scena del crimine, precisando che ogni risultato dovrà essere valutato nel suo contesto e che eventuali osservazioni tecniche potranno essere formulate dai consulenti qualora necessario.

L’obiettivo, ha ribadito Raciti, è arrivare a un quadro certo sulla morte di Noemi, evitando conclusioni premature. Le indagini della Procura di Catania sono ancora in corso e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel rispetto della presunzione di innocenza.

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