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19.10.2026

Blocco dei Tir in Sicilia, primi effetti dopo quattro giorni: scaffali vuoti e code ai distributori

di Redazione | 2 min di lettura

Al quarto giorno della protesta degli autotrasportatori siciliani cominciano a emergere le ripercussioni del rallentamento delle consegne

Blocco dei Tir in Sicilia, primi effetti dopo quattro giorni: scaffali vuoti e code ai distributori
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Scaffali che iniziano a svuotarsi nei supermercati e prime file di automobilisti davanti ai distributori di carburante. Al quarto giorno della protesta degli autotrasportatori siciliani cominciano a emergere le ripercussioni del rallentamento delle consegne, mentre resta alta l’attesa per il confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

Sul fronte dell’ortofrutta, intanto, gli organizzatori precisano che il passaggio delle merci attraverso lo Stretto di Messina rimane libero.

Prime code per il carburante e difficoltà nei supermercati

L’incertezza sulla durata della mobilitazione sta alimentando preoccupazione tra gli automobilisti e in diverse zone della Sicilia vengono segnalate le prime code alle stazioni di servizio.

Gli effetti iniziano a farsi sentire anche nella grande distribuzione. La riduzione dei trasporti rende infatti più complicato garantire la normale frequenza delle consegne e in alcuni supermercati cominciano a registrarsi scaffali vuoti, soprattutto per le merci che richiedono rifornimenti continui.

Il Cts: “Nessun blocco stradale”

A chiarire le modalità della protesta è Salvatore Bella, coordinatore del Comitato trasportatori siciliani (Cts).

“Il fermo dei servizi indetto dal Comitato trasportatori siciliani è attivo in tutti i porti della Sicilia. Il transito via terra per l’ortofrutta attraverso lo Stretto di Messina rimane libero: il Cts non sta effettuando blocchi stradali né presidi sulle arterie di collegamento”, afferma Bella.

I mezzi delle imprese che hanno aderito alla mobilitazione resteranno nei parcheggi fino a domani, martedì 20 ottobre, in attesa dell’esito del confronto previsto a Milano con Salvini.

“Se il ministro accetterà integralmente le proposte presentate dalla categoria, il fermo dei porti siciliani verrà immediatamente revocato”, spiega il coordinatore.

Il Comitato precisa inoltre che l’adesione è volontaria: le aziende che intendono continuare a effettuare trasporti e consegne possono farlo, comprese quelle impegnate nella movimentazione dei prodotti ortofrutticoli.

Attesa per l’incontro con Salvini

Il confronto con il ministro diventa quindi decisivo per capire se la protesta terminerà o proseguirà oltre il quarto giorno.

Al centro della mobilitazione ci sono anche le difficoltà legate al rincaro del gasolio e le misure previste dalla Regione Siciliana per sostenere il comparto.

L’assessorato regionale alle Infrastrutture ha annunciato 15 milioni di euro di risorse, con contributi che possono raggiungere i 50mila euro per ciascuna impresa.

Schillaci: “Aprire un confronto concreto”

Davanti al porto di Palermo ha incontrato gli autotrasportatori anche Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana.

“Questa mattina ho incontrato gli autotrasportatori che stanno protestando davanti al porto di Palermo, raccogliendo le loro preoccupazioni e le perplessità sui criteri previsti dal decreto della Regione Siciliana per fronteggiare il rincaro del gasolio”, afferma Schillaci.

Pur riconoscendo l’importanza delle risorse stanziate, la deputata regionale riferisce le criticità sollevate dagli operatori: “Si tratta di un sostegno importante, ma ascoltando direttamente gli autotrasportatori sono emerse perplessità su alcuni criteri del provvedimento, che rischiano di non rispondere pienamente alle esigenze della categoria”.

Secondo Schillaci, gli autotrasportatori lamentano inoltre di non essere stati coinvolti adeguatamente prima della definizione del decreto. Da qui la richiesta rivolta al governo regionale di “aprire un confronto concreto”.

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