Elemento qualificante della festa è stata la presenza delle famiglie, coinvolte come protagoniste e non come semplici spettatrici: a vivere la giornata “dentro”e non “fuori dalla porta”
La scuola I.C.S. “I.Calvino“ di Catania, guidata dal Dirigente S. Impellizzeri si prepara ad organizzare, nei diversi plessi, l’Open Day per incontrare i genitori e gli studenti.
Nel plesso di via Quartararo, è stata svolta la prima. Un mese di lavoro interdisciplinare sul legame tra generazioni è culminato il 4 novembre in una giornata di laboratori, Open Day e orientamento verticale con le famiglie e i bambini dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo grado.
Ieri 4 novembre, infatti, il plesso di via Quartararo si è presentato con l’aria di un orto, di un laboratorio, di un bosco. Docenti e studenti hanno animato la “Festa d’Autunno”, giornata conclusiva di un percorso lungo un mese che ha coinvolto tutte le discipline e ruotato attorno a una domanda: quando le foglie cadono, cosa resta?
La risposta, maturata giorno dopo giorno all’interno di un’Unità di Apprendimento (UDA) che ha trasformato la scuola in un “bosco di domande”, è stata chiara: restano l’albero e le radici. L’albero che si rinnova, le radici che portano nutrimento e fanno nascere nuove foglie.
Ma chi sono, per gli alunni e gli insegnanti, gli alberi e le radici? Gli affetti più cari e le radici culturali, anzitutto. Sono i nonni, ai quali si devono valori, affetto e cultura. Per questo agli studenti è stato chiesto di vivere un incontro speciale con loro. Dal dialogo tra nonni e nipoti sono nati piccoli capolavori: interviste, momenti vissuti insieme e poi raccontati, storie, poesie, lettere. Parole che hanno attraversato le generazioni e che oggi appartengono a tutta la comunità scolastica.
In questa occasione di festa, ospiti d’onore nella prima parte della giornata ci sono stati i nonni che hanno vissuto nelle classi dei nipoti, momenti emozionati di confronto e affetti.
Inoltre fondamentale è stata la riflessione sull’autunno che è una stagione operosa, e la scuola lo ha dimostrato anche con i vari laboratori manuali. Nelle settimane scorse alunni e docenti hanno raccolto le olive degli alberi del giardino scolastico, da cui è nato l’olio, gustato nel corso della festa. Un’esperienza concreta che ha reso evidente un principio: ciò che la natura dona diventa ricchezza solo quando le mani lo lavorano.
La giornata ha unito tre momenti in un unico momento: la Festa d’Autunno, l’Open Day e l’Orientamento Verticale in continuità. Le porte si sono aperte ai bambini della scuola primaria sia interni al plesso che della sede “in natura” di via Leucatia, ospiti di un plesso “pullulante di vita”. Grande spazio ai laboratori “peer to peer”, dall’infanzia alla primaria, fino alla secondaria di primo grado, dove i più piccoli hanno imparato scambiando saperi, competenze ed esperienze con i più grandi.
Gli studenti così hanno mostrato competenze maturate, studiando e approfondendo, ma anche relazionando i prodotti realizzati e mettendo a disposizione il loro sapere per guidare i più piccoli.
Il programma è stato ricco e variegato:
Elemento qualificante della festa è stata la presenza delle famiglie, coinvolte come protagoniste e non come semplici spettatrici: a vivere la giornata “dentro”e non “fuori dalla porta”.
In quella che gli organizzatori hanno definito una “bella confusione di gioia”, fatta di sorrisi e abbracci, è tornato alla mente il pensiero di Maria Montessori, secondo cui quell’apparente disordine che vediamo nel bambino che lavora è solo un ordine in via di formazione, e il bambino non ha bisogno di registi, ma di spazio per muoversi.
Quello spazio, il 4 novembre, c’era, e si è riempito di energia, curiosità, spirito di servizio, voglia di costruire e di cambiare le cose. Da qui la domanda spontanea: si sta forse stimolando e crescendo una nuova generazione di cittadini partecipi, collaborativi e costruttivi, capaci di rendere il mondo un posto migliore?
Le foglie sono cadute. Ma, come hanno mostrato studenti e docenti di via Quartararo, il bosco che resta è meraviglioso.











Articolo redatto con la collaborazione della Prof.ssa D’Amico Patrizia