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03.10.2026

Il Sudario della Memoria Viva all’I.C.S. “Calvino “ di Catania

di Redazione | 2 min di lettura

Il Sudario della Memoria Viva è un monumento che diventa atto educativo poiché come in una staffetta, sta girando l’Italia, di scuola in scuola

Il Sudario della Memoria Viva all’I.C.S. “Calvino “ di Catania
Indice

Una scuola che educa alla PACE è una scuola che non si limita a spiegare la realtà, ma sceglie di mettere i propri studenti davanti alla realtà, con delicatezza, consapevolezza e responsabilità.

È con questo spirito che l’I.C.S. Calvino, diretta dal Dirigente Scolastico Prof. Impellizzeri che da sempre infonde attenzione ai temi della PACE con tutti i suoi docenti, ha scelto di ospitare il Sudario della Memoria Viva di Pozzallo, organizzando il 30 settembre scorso , una manifestazione dedicata alla Pace in uno spazio della città che già usa per attività didattiche: il Parco Gioeni. Un gesto concreto, educativo e profondamente umano.

Nell’antichità, il sudario era il tessuto che avvolgeva il corpo dei morti e che rappresentava l’ultimo gesto di cura, di rispetto, di dignità prima dell’addio.

Il Sudario della Memoria Viva, composto da lenzuola per una lunghezza complessiva di 70 metri, nato attraverso un lavoro svolto dal Liceo “Giorgio La Pira” di Pozzallo, con l’impegno del Prof. Susino e i suoi studenti, trasforma il significato del Sudario che non avvolge corpi, ma avvolge i tanti nomi delle vittime della guerra (oltre 18.300 nomi di bambini di Gaza), scritti a mano da altri ragazzi, per ricordare che la PACE è il bene supremo da ricercare per proteggere la VITA.

Nomi di bambini che avrebbero dovuto avere davanti a sé il tempo dell’infanzia: il tempo di crescere, giocare, andare a scuola, fare progetti, diventare grandi, immaginare il proprio futuro.
Davanti a quei nomi, i numeri cessano di essere numeri e diventano “persone”.

Il Sudario della memoria viva è un monumento che diventa atto educativo poiché come in una staffetta, sta girando l’Italia, di scuola in scuola, proprio perché la scuola è il luogo dell’educazione dei giovanissimi.

E questa è una delle responsabilità più alte della scuola: formare persone capaci di scegliere la pace, di rifiutare la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e di comprendere che dietro ogni guerra ci sono esseri umani, storie, famiglie, bambini, futuro.

Davanti a quei 70 metri di memoria, gli studenti non si sono limitati a guardare.
Si è chiesto loro di pensare, di interrogarsi e di ricordare.
E i ragazzi lo hanno fatto nel migliore dei modi, condividendo pensieri, riflessioni e flash mob di grande effetto.

Con il flash mob “I CORPI BIANCHI”, i ragazzi hanno trasformato il silenzio in memoria. E le lenzuola che hanno coperto simbolicamente i loro corpi hanno ricordato quanto sia preziosa la vita . La manifestazione si conclusa con la performance L’ALFABETO CORPOREO che ha rappresentato la parola PACE e con il ballo “LE ONDE”, con la musica di Ludovico Einaudi, la danza ha raccontato l’incontro, la fragilità e la forza dello stare insieme.

La manifestazione si è trasformata in esperienza educativa per imparare e ricordare che la Pace si costruisce tutti i giorni attraverso ascolto, rispetto, dialogo, empatia, cura e rifiuto sempre della violenza.

Le foto

Articolo redatto con la collaborazione della Prof.ssa D’Amico Patrizia

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