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21.10.2026

La mostra “pesante” che educa alla memoria degli ultimi: il bisogno di Luciano del Castillo di mettere “Nero su Bianco” la storia del mondo

di Giorgia Giuffrida | 3 min di lettura

A scandire il racconto della mostra due isole, unite dallo sguardo del fotografo: Sicilia e Cuba

La mostra “pesante” che educa alla memoria degli ultimi: il bisogno di Luciano del Castillo di mettere “Nero su Bianco” la storia del mondo
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A volte si pensa di vivere in una piccola realtà, così tanto lontana da alcuni luoghi da non centrarci nulla. In realtà una terra come la Sicilia, nel corso degli anni dilaniata dalla violenza mafiosa, ha a che fare molto più di quanto possiamo pensare con le strade di un’isola dell’America Latina, Cuba. Due isole, due luoghi lontanissimi ma con un anima simile catturata nella sua profondità dallo stesso obbiettivo.

Luciano del Castillo: colui che ha messo “Nero su Bianco” l’anima del mondo

Fotografo e giornalista, Luciano del Castillo, ha scelto questo mestiere ben quarant’anni fa: ha deciso di rendere eterni frammenti di storia incastonando sula carta sorrisi, espressioni e atti semplici di persone comuni. Viaggiare, vedere il mondo in ogni suo modo di essere gli ha concesso di raccontare la vita di territori tanto lontani quanto vicini, legati dal dolore dell’ingiustizia e dalla preoccupazione legata ai conflitti internazionali e non.

De Castillo prima di narrare qualsiasi altro luogo, ha reso arte e mostrato al mondo la sua terra: la Sicilia. Nato a Palermo, prima di spiccare il volo, ha avuto modo di vedere con i suoi occhi quanto le violenze mafiose potessero distruggere da dentro la sua isola. De Castillo infatti decide di fare qualcosa di scomodo, non cattura la parte della Sicilia desiderata ed amata dall’immaginario collettivo, non fotografa il profumo degli agrumi e neppure i colori della terra bensì, tutto quello che di negativo ha preso parte alla vicenda personale e collettiva di un intero popolo.

La mostra “pesante” che educa alla memoria degli ultimi

Una vita dedicata al rendere eterna l’esistenza di gente comune, del popolo perché è lui che crea tutte quelle storie che insieme si intersecano nella narrazione infinita del mondo. Queste vicende sono le protagoniste della mostra “Nero su Bianco“, curata da Ettore Maria Garrozzo e ospitata dal 16 settembre all’Officina degli Artisti di Caltanissetta nell’ambito della manifestazione “Le vie dei Tesori”. L’esposizione ripercorre la carriera del fotogiornalista durante la quale alcuni degli avvenimenti più significativi della storia contemporanea sono stati catturati dal suo obbiettivo e resi eterni, strumento di testimonianza e ricordo.

La mostra è un viaggio intorno al mondo, lo stesso vissuto da del Castillo, che inizia dalla sua Sicilia: fotografa i quartieri di Palermo, i contadini e il funerale di Giovanni Falcone. Passa poi per il muro di Berlino, le donne negate dell’Afghanistan, gli aiuti di Gino Strada ai feriti, fino a Cuba, un’isola dove va spesso e che gli ricorda la sua terra.

Sicilia e Cuba: due isole, stesso cuore

A scandire il racconto della mostra sono due isole, la Sicilia e Cuba, unite dallo sguardo del fotografo. Da “Compare Turiddu”, immagine realizzata nei primi anni Ottanta nell’entroterra siciliano, fino ad “Amo esta isla”, foto scattata all’Avana, emerge la complessità di due luoghi lontani che però, negli scatti di quotidianità, per alcuni versi ricordano l’uno l’altro. Un itinerario che restituisce la giusta complessità a oltre quarant’anni di storia, di vita di esistenze “comuni”.

Quella che propone “Nero su Bianco” è un’occasione per riflettere sulla capacità che hanno le immagini di catturare il volto umano di avvenimenti che hanno fatto la storia recente del mondo. Gli scatti di vita quotidiana che propone del Castillo risvegliano un profondo senso di solidarietà e contemporaneamente ci rendono meno soli.

La fotografia dunque, più in generale, riesce a tenerci vicino a eventi lontani, alle persone che li hanno vissuti e ha la grande capacità di far sentire un senso di familiarità anche in volti mai conosciuti e strade mai percorse. Una terra come la Sicilia ha a che fare molto più di quanto possiamo pensare con le strade di una città come l’Avana e questo non solo ce lo dimostrano gli scatti di Luciano del Castillo ma anche il suo evidente essersi sentito a casa nonostante a separarlo dalla sua terra ci fosse un intero oceano.

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