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27.10.2026

Droga tra Gela, Riesi e Catania, 11 misure: ricostruiti 633 episodi di spaccio

di Redazione | 2 min di lettura

L'indagine partita da un tentato omicidio

Droga tra Gela, Riesi e Catania, 11 misure: ricostruiti 633 episodi di spaccio
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Un presunto giro di droga tra Gela, Riesi e Catania, con 633 episodi di detenzione e spaccio ricostruiti, circa 200 presunti clienti e un volume d’affari stimato in 8mila euro a settimana. È quanto emerso dall’inchiesta “Prisma bis”, coordinata dalla Dda di Caltanissetta.

I Carabinieri del Comando provinciale nisseno hanno dato esecuzione a 11 misure cautelari nei confronti di altrettante persone coinvolte nell’indagine.

Cinque sono finite agli arresti domiciliari, quattro sono state sottoposte all’obbligo di dimora nel Comune di residenza, una al divieto di dimora e un’altra all’obbligo di presentazione.

L’indagine partita da un tentato omicidio

L’inchiesta affonda le proprie radici nel tentato omicidio avvenuto circa un anno fa a Riesi, nel quale rimasero feriti il 21enne Roberto Prestifilippo e la 27enne Simona Maganuco, conosciuta come “Ciro”.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, dietro l’agguato ci sarebbe stata una spedizione punitiva legata a un presunto debito che Prestifilippo avrebbe maturato nei confronti di alcuni fornitori gelesi.

Da quell’episodio i Carabinieri, coordinati dai magistrati della Dda di Caltanissetta, hanno approfondito i rapporti tra soggetti di Riesi, Gela e Catania, facendo emergere il presunto sistema di approvvigionamento e distribuzione degli stupefacenti.

Secondo gli inquirenti, sarebbero stati proprio gelesi e catanesi a rifornire i riesini. A uno degli indagati è stato contestato anche il reato di estorsione.

Oltre 600 episodi e circa 200 presunti clienti

Nel corso dell’attività investigativa sarebbero stati ricostruiti 633 episodi di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli investigatori avrebbero inoltre individuato circa 200 presunti clienti, ai quali la droga sarebbe stata ceduta con continuità.

Il giro d’affari è stato quantificato in circa 8mila euro alla settimana.

Per comunicare, gli indagati avrebbero utilizzato schede telefoniche intestate anche a cittadini extracomunitari, mentre per i pagamenti sarebbero stati impiegati sistemi telematici con l’obiettivo, secondo l’ipotesi investigativa, di rendere più difficile il tracciamento delle operazioni.

Nei prossimi giorni gli indagati, diversi dei quali già coinvolti nell’inchiesta sul tentato omicidio avvenuto a Riesi, saranno sentiti dal gip del Tribunale di Caltanissetta.

Le accuse dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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