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02.10.2026

La ceramica di Caltagirone riceve il riconoscimento IGP

di Gabriele Verrillo | 4 min di lettura

L'evento, "La Ceramica di Caltagirone diventa IGP" si svolgerà sabato 3 ottobre dalle ore 17, nel municipio cittadino

La ceramica di Caltagirone riceve il riconoscimento IGP
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Un riconoscimento che porta con sé secoli di storia, arte e tradizione: la ceramica di Caltagirone ottiene ufficialmente il marchio IGP, rafforzando la tutela di una delle eccellenze simbolo della Sicilia.

L’evento, intitolato per l’occasione “La Ceramica di Caltagirone diventa IGP”, si svolgerà sabato 3 ottobre dalle ore 17, nel salone di rappresentanza “Mario Scelba” del municipio cittadino, a seguito dell’iniziativa dell’Amministrazione comunale.

“La Ceramica di Caltagirone diventa IGP”, presenti il ministro Urso e vari rappresentanti delle istituzioni

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, presenzierà alla cerimonia, intervenendo durante la consacrazione di un’eccellenza territoriale ammirata in Italia e all’estero. Inoltre, parteciperanno all’evento anche l’assessore regionale delle attività produttive, Edy Tamajo, e vari rappresentanti di istituzioni europee, nazionali, regionali, provinciali e territoriali.

Questo sarà il primo di una serie di appuntamenti dedicati alla ceramica di Caltagirone e al suo riconoscimento come prodotto IGP, inteso nella categoria IGP non agri, dedicata ai prodotti artigianali e industriali.

La Regione siciliana, a seguito del via libera del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il quale ha espresso un esito favorevole alla richiesta, ha potuto così porre in essere la registrazione del prodotto come bene tutelato.

La ceramica di Caltagirone tra le eccellenze nazionali

In tutto sono 6 le domande accolte dal nuovo sistema europeo di tutela, introdotto dal Regolamento UE 2023/2411 e disciplinato, a livello nazionale, dal decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51.

La ceramica di Caltagirone si aggiunge dunque ad altre eccellenze nazionali tutelate da nomenclatura IGP non agri; come il vetro di Murano, il merletto di Burano, il corallo di Torre del Greco, il cammeo di Torre del Greco e la Ceramica di Vietri.

I prossimi passi dell’istruttoria sono il prosieguo a livello europeo che porterà alla registrazione finale della denominazione.

La soddisfazione del sindaco Roccuzzo

“Ringrazio – dichiara il sindaco Fabio Roccuzzo – il ministro Urso per l’attenzione alla nostra realtà e la Regione siciliana per avere riconosciuto, in questo percorso in cui abbiamo fortemente creduto insieme ai maestri artigiani, la significativa valenza della tradizione ceramica e la qualità della nostra ceramica. L’Igp costituisce una straordinaria opportunità per la tutela, la promozione e la valorizzazione, in chiave culturale, turistica e commerciale, della Ceramica di Caltagirone quale elemento fortemente identitario”.

Che cosa si intende per IGP?

Il marchio IGP, tra le politiche di qualità dell’UE, ha lo scopo prefissato di proteggere le denominazioni di prodotti specifici, in modo tale da promuoverne le caratteristiche peculiari che legano il prodotto alla sua origine geografica e alle sue competenze tradizionali.

Per poter beneficiare di una “indicazione geografica” (IG) è necessario possedere un legame specifico tra il luogo di produzione e il prodotto stesso. Il riconoscimento “IG” garantisce la possibilità di distinguersi come prodotto di qualità. Permette, inoltre, ai produttori di commercializzare meglio i loro beni, aumentando la fiducia nel consumatore.

I requisiti della denominazione e le tutele

L’IGP sottolinea una relazione stretta fra la regione geografica specifica e il nome del prodotto, nel momento in cui una qualità specifica, una reputazione di un determinato livello o un’altra caratteristica molto peculiare sono particolarmente associabili all’origine geografica.

I nomi dei prodotti IGP sono registrati dal sistema UE in materia di diritto di proprietà intellettuale e sono giuridicamente protetti da possibili imitazioni o abusi nei paesi dell’Unione Europea o paesi terzi previo accordo di protezione.

Le autorità nazionali si avvalgono di misure volte a tutelare i prodotti con la denominazione IGP, hanno il compito di prevenire e bloccare la produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti i quali fanno un uso indebito del marchio.

IGP non agri

Per quanto ne concerne la denominazione IGP non agri, entrata in vigore il 7 maggio 2026 a seguito del decreto legislativo 2 aprile 2026, l’intento del ministro Urso era adeguare l’Italia al nuovo sistema di tutela europea dei beni non agricoli.

L’iter burocratico si divide in parte nazionale e europea, la domanda effettuata al mimit tramite la piattaforma UIBM, viene inoltrata all’EUIPO, Ufficio unione europea della proprietà intellettuale, che registra la domanda a livello UE. Le verifiche sul rispetto disciplinare e sul corretto uso della denominazione possono essere delegate alla Guardia di Finanza.

Le origini della ceramica di Caltagirone

La storia della ceramica di Caltagirone ha origini molto antiche, gli studiosi datano l’età neolitica, la ricchezza in argilla del terreno ha posto le basi della creazione dei primi manufatti e di alcune decorazioni geometriche intorno al settimo millennio avanti cristo nei piccoli villaggi della zona di San Ippolito.

Da Qal’at al Ghiran all’età d’oro

In epoca antica, lo sviluppo della ceramica ha proseguito con l’invenzione del tornio e l’influenza della Magna Grecia. Nel periodo della dominazione araba, la città acquisisce il nome Qal’at al Ghiran, che significa “Rocca dei Vasi“, dal quale ne deriverà il nome corrente. Intorno al IX secolo, i maestri arabi hanno introdotto la tecnica di smaltatura e invetriatura avanzata.

Il periodo d’oro della ceramica di Caltagirone è inteso intorno al XVI secolo, con lo sviluppo di oltre cento officine maiolicari.

Un nuovo punto di partenza per la ceramica di Caltagirone

Il riconoscimento IGP rappresenta così un nuovo punto di partenza per la ceramica di Caltagirone, chiamata a custodire una tradizione secolare e, allo stesso tempo, a rafforzare la propria presenza sui mercati nazionali e internazionali.

Un traguardo che tutela non soltanto un prodotto d’eccellenza, ma anche l’identità, il sapere artigiano e la storia di un intero territorio.

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