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23.09.2026

Agente massacrato da un detenuto nel Catanese

di Redazione | 2 min di lettura

Segretario generale sindacato Seppe: "Questa volta il peggio è stato evitato, ma non possiamo continuare ad affidare la sicurezza dei nostri colleghi alla buona sorte

Agente massacrato da un detenuto nel Catanese
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Ieri pomeriggio, all’interno del carcere di Caltagirone (Catania), un assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria è stato ferito da un detenuto extracomunitario. L’episodio si è verificato all’interno del reparto Accettazione” durante le operazioni relative a una perquisizione straordinaria.

Le prime ricostruzioni

Secondo le ricostruzioni, durante l‘aggressione l’agente sarebbe stato stato colpito da una serie di pugni al volto e alla testa, poi interrotta grazie all’intervento di altri poliziotti in servizio. La vittima è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Calatino, dove i medici hanno diagnosticato un trauma cranico, la frattura del setto nasale e una profonda ferita al volto provocata dai frammenti delle lenti degli occhiali da vista. A seguito delle lesioni riportate, si è reso necessario il ricovero ospedaliero.

L’indignazione della Sappe

L’episodio ha suscitato la reazione della Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) che definisce le aggressioni negli istituti penitenziari un’emergenza costante. I rappresentanti sindacali hanno inoltre richiamato le recenti dichiarazioni del Governo in merito al potenziamento degli strumenti di tutela per le Forze dell’Ordine, chiedendo che tali misure vengano applicate concretamente anche alla polizia penitenziaria.

Il commento del segretario generale del Sindacato

Questa volta il peggio è stato evitato, ma non possiamo continuare ad affidare la sicurezza dei nostri colleghi alla buona sorte le aggressioni negli istituti penitenziari sono ormai una emergenza quotidiana e Caltagirone è l’ennesima conferma di condizioni di lavoro che non possono più essere considerate normali. Il Governo ha manifestato la volontà di rafforzare tutele e strumenti per chi indossa una divisa: è un impegno importante, ma deve riguardare concretamente anche la Polizia Penitenziaria. Non possono esistere poliziotti di serie A e poliziotti di serie B quando si tratta di difendere chi rappresenta lo Stato”.

Le richieste del Sindacato

Il Sappe ha rivolto una richiesta formale al ministero della Giustizia e al dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, sollecitando interventi strutturali per la sicurezza del personale. Tra le misure indicate figurano il potenziamento degli organici, la dotazione di dispositivi di protezione e difesa, e l’aggiornamento dei protocolli operativi e della formazione. Sul fronte della gestione della popolazione carceraria, il sindacato richiede l’attivazione di screening specifici, l’istituzione di sezioni dedicate per i detenuti con problematiche psichiatriche o comportamentali e il trasferimento tempestivo dei soggetti responsabili di atti violenti.

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