Non dobbiamo aver fretta o credere ai miracoli. Aspettiamo che il commissario tecnico possa fare il proprio lavoro mediato
E così si riprende con molte difficoltà. Non saranno certamente più facili le prossime partite della nostra nazionale. Non riesco a capire cosa vogliono i tifosi e cosa pretendono di fare i capi della nazionale.
Il baratro in cui è crollato da anni il calcio della nazionale non si può riparare cambiando gli addetti ai lavori del vertice; il colpo di spugna non è passibile attuarlo senza avere la pazienza di aspettare.
Vi sono due punti da risolvere, come ho avuto modo di scrivere poco tempo fa: Uno riguarda l’immediato, come si tende a fare in questo momento, ma senza avere la pretesa che vi sia il colpo di spugna. Il percorso dovrebbe essere lento, utilizzando ciò che in questo momento può fornire l’ambiente. Sperare che tutto possa cambiare, così, dall’oggi al domani, è un errore, come è un errore aspettarsi che ciò possa accadere.
Inoltre è chiaro che non bastano alcuni allenamenti assieme perché si possa formare una squadra ben amalgamata, pertanto bisogna avere la collaborazione delle varie società perché il tecnico possa avere una maggiore disponibilità di frequenza che possa consentire, poco a poco, una ripresa, dovuta all’amalgama dei vari componenti che dovrebbero agire come fossero una sola persona. Non si può ancora una volta dare la colpa all’allenatore; ci vuole tempo e partecipazione di tutti per poter risalire la china. Ciò che si è distrutto in tanti anni, non si può ripristinare dall’oggi al domani o cambiando l’allenatore. La situazione del calcio della nazionale non è da vederla in un solo aspetto, poiché è derivata da una sindrome di mali: il cane che si morde la coda.
L’altro aspetto, quello a lungo termine coinvolge tutta la massa delle società giovanili di calcio, acculturando i tecnici e ristrutturando l’organizzazione del settore, impegnando positivamente il reparto giovanile, verso una nuova strada: i giovani debbono essere impegnati e non lasciati in panchina. Questo è il settore che dovrebbe ridare vita al futuro della nazionale. Fare tutto ciò richiede pazienza e lavoro, senza interferenze da parte della stampa e dei tifosi, ad oltranza.
Non dobbiamo aver fretta o credere ai miracoli. Aspettiamo che il commissario tecnico possa fare il proprio lavoro mediato e che tutti, proprio tutti, possano cooperare per il lavoro a lungo termine. I miracoli li può fare solo Dio.
Alfio Cazzetta