Prodotti raccolti ma impossibili da vendere
Box vuoti, commercianti assenti e prodotti agricoli che rischiano di finire al macero. La protesta degli autotrasportatori continua a produrre conseguenze sulla filiera agroalimentare siciliana e il mercato ortofrutticolo di Vittoria non è riuscito a riprendere le proprie attività.
A pesare sono le difficoltà nell’organizzazione delle spedizioni, legate ai blocchi dei Tir sull’autostrada Catania-Messina e in Calabria. Senza la certezza di poter trasportare la merce, i commercianti non acquistano e gli agricoltori restano con i prodotti invenduti.
La situazione rischia di trasformarsi in un danno pesante per i produttori. La merce raccolta non trova acquirenti e parte dei prodotti agricoli potrebbe essere destinata al macero.
Quello di Vittoria è uno dei più importanti mercati ortofrutticoli d’Europa e una quota significativa della produzione viene normalmente destinata al Nord Italia, in particolare a Milano e Verona, oltre che ai mercati europei.
La paralisi dei trasporti sta però modificando gli approvvigionamenti. In questa fase i grandi mercati settentrionali non starebbero acquistando i prodotti siciliani, rivolgendosi invece ad altri Paesi.
Secondo quanto riferito dagli operatori del mercato vittoriese, nelle grandi catene del Nord Italia la produzione siciliana viene sostituita da merce proveniente da Spagna, Turchia, Albania e Olanda.
Una situazione che riguarda prodotti simbolo dell’agricoltura dell’Isola, tra cui pomodori e melanzane, e che potrebbe avere ripercussioni anche oltre la durata della protesta.
“Molti contratti con i produttori siciliani sono sospesi. I grandi mercati del Nord preferiscono approvvigionarsi altrove, dove non ci sono rischi di blocchi dei trasporti”, spiega Filippo Giombarresi, intermediario di vendita.
In alcuni casi, inoltre, proprio per l’impossibilità di collocare la produzione sul mercato, i prodotti agricoli non vengono neppure raccolti.
A lanciare l’allarme è anche il sindaco di Vittoria Francesco Aiello, che ha raggiunto la Prefettura insieme al senatore Salvatore Sallemi e a una delegazione composta da commissionari e autotrasportatori.
“L’agricoltura siciliana rischia di andare al collasso”, ha affermato il primo cittadino.
Il protrarsi della protesta dei Tir rischia dunque di colpire uno dei principali snodi dell’ortofrutta siciliana: senza trasporti regolari, la merce resta ferma, i contratti vengono sospesi e i compratori cercano forniture alternative fuori dall’Italia.