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07.10.2026

Inceneritore di Palermo, l’Asp chiede nuovi approfondimenti sui rischi per la salute: dubbi sulla VIS

di Redazione | 2 min di lettura

Asp: "Serve una valutazione più completa"

Inceneritore di Palermo, l’Asp chiede nuovi approfondimenti sui rischi per la salute: dubbi sulla VIS
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Approfondire l’esposizione agli inquinanti, valutare gli effetti sulle fasce più vulnerabili e monitorare suolo, acqua e catena alimentare. Sono alcuni dei rilievi formulati dall’Asp di Palermo sul progetto dell’inceneritore di Bellolampo e, in particolare, sulla Valutazione d’impatto sanitario (VIS).

Le osservazioni sono contenute in una nota inviata lo scorso primo ottobre all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente e all’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti della Regione Siciliana.

Rilievi che, secondo Federconsumatori Sicilia, Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia, CGIL Sicilia e Italia Nostra Sicilia, presenterebbero diversi punti in comune con quelli sollevati dalle stesse associazioni il 30 settembre.

Asp: “Serve una valutazione più completa”

Secondo quanto riportato dalle associazioni, l’Asp ritiene necessario approfondire diversi aspetti “ai fini di una più completa valutazione dell’esposizione della popolazione e dei potenziali effetti sanitari associati al progetto”.

Tra i punti sollevati c’è la necessità di non limitare l’analisi all’esposizione complessiva della popolazione palermitana, ma di approfondire l’impatto sulle persone che vivono nelle aree più vicine all’impianto.

Particolare attenzione dovrebbe inoltre essere riservata alle fasce considerate più sensibili, tra cui bambini, anziani e donne in gravidanza.

Sotto esame anche suolo, acqua e alimenti

Gli approfondimenti richiesti non riguarderebbero soltanto le emissioni nell’atmosfera. L’analisi dovrebbe essere estesa anche a suolo, acque superficiali e sotterranee, considerando la presenza nelle aree interessate di terreni agricoli, pascoli e attività zootecniche.

Tra gli aspetti da valutare figurano la possibile deposizione degli inquinanti e il loro eventuale trasferimento nelle produzioni agricole e zootecniche, fino alla conseguente esposizione della popolazione attraverso la catena alimentare.

La richiesta di un monitoraggio prima dell’impianto

L’Asp avrebbe inoltre evidenziato la necessità di effettuare un monitoraggio ante operam, così da conoscere i livelli di inquinamento presenti prima dell’eventuale entrata in funzione dell’inceneritore.

Una fotografia della situazione attuale permetterebbe di confrontare i dati e valutare successivamente l’eventuale variazione dei livelli di inquinamento.

L’analisi dovrebbe tenere conto anche delle condizioni dell’area metropolitana di Palermo e dell’esposizione già determinata da altre fonti, a partire dal traffico veicolare.

Le associazioni chiedono di fermare il progetto

Federconsumatori Sicilia, Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia, CGIL Sicilia e Italia Nostra Sicilia ritengono che le osservazioni dell’Asp rafforzino i dubbi già espressi sulla documentazione finora prodotta.

Le associazioni tornano quindi a chiedere lo stop all’iter dei progetti per consentire ulteriori approfondimenti tecnici e sollecitano l’apertura di un’inchiesta pubblica.

“Alla luce dei severi rilievi espressi dalle autorità sanitarie e ambientali – dichiarano i rappresentanti delle associazioni – non comprendiamo come il Presidente della Regione non abbia ancora avviato un’inchiesta pubblica per garantire trasparenza e partecipazione alle comunità locali. Chiediamo ufficialmente ai Comuni di Palermo e di Catania di farsi promotori istituzionali di questa richiesta di trasparenza”.

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