Stabiliti dai periti, incaricati nel caso dalla Procura, altri 90 giorni per il deposito della loro relazione
Resi noto gli esiti dell’autopsia eseguita sul corpo di Marcello Reito, il 41enne che il 4 ottobre scorso è deceduto mentre si trovava negli uffici delle volanti della questura di Catania. L’uomo infatti, scortato dagli agenti in seguito ad un inseguimento, è risultato essere positivo alla cocaina.
Ad eseguire l’autopsia, all’interno dell’obitorio del Policlinico catanese e su disposizione della Procura, i professori Cristoforo Pomara, Nunziatella Barbera e Massimiliano Esposito. Un’ulteriore esame tossicologico, poi, stabilirà con certezza la quantità di stupefacente, o dei suoi metaboliti, presente all’interno del sangue.
Sulla base di quanto emerso da fonti qualificate, poi, sono in corso degli accertamenti relativi ad una sostanza biancastra rinvenuta all’interno dell’esofago dell’uomo, che potrebbe essere o amido o formaggio. Non si esclude, tuttavia, l’ipotesi che possa trattarsi di altra cocaina, stavolta ingerita.
Ulteriori esami hanno poi rivelato un’escoriazione alla gamba sinistra e una frattura al femore destro, che la vittima non avrebbe avvertito a causa dell’azione antidolorifica della droga. Secondo i periti, però, quest’ultima rappresenta la probabilità meno credibile per la causa del decesso, seppur verranno comunque eseguiti i dovuti accertamenti affinché non venga esclusa a priori.
A tal proposito, i periti incaricati dalla Procura, hanno scelto di prendersi 90 giorni per il deposito della loro relazione.