CATANIA – La quarantena sta “stretta” a molti, specialmente a chi da sempre era abituato a uscire e divertirsi, gli spostamenti sono diventati strettamente limitati e dedicati solo ad attività di assoluta importanza e necessità.
Molte persone, dunque, si sono ritrovate costrette all’interno delle quattro mura domiciliari, impossibilitati nel vivere le loro quotidiane abitudini: per tanti di loro tra queste vi era una giornaliera visita al Cimitero di Catania, per un saluto e due chiacchiere ai cari defunti.
“Mi trovo al Cimitero di Catania, dove io tutti i giorni andavo a trovare mio figlio Mimmo. Per colpa del Coronavirus siamo tutti impossibilitati a trovare i nostri cari, dunque mi appello alle autorità e a chi di dovere: concedeteci almeno un’ora alla settimana per poter visitare i nostri cari”, a parlare è Pietro Crisafulli, presidente di Sicilia Risvegli Onlus e responsabile della sede di Catania dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada.
“Capisco la situazione attuale, infatti andrebbe bene anche entrare al Cimitero con le dovute cautele: mascherine, guanti, tute e disinfettanti. Ma dateci questa possibilità“, continua.
“Sto soffrendo moltissimo – prosegue – non può esistere rischio di contagio fra noi e i defunti e la vastità del Cimitero di Catania ci permetterebbe di stare distanti l’uno dall’altro”.
“Scommetto che all’interno del Cimitero ci sarà anche tantissima sporcizia – conclude -. Il mio appello è rivolto anche a tutti i cittadini nella mia condizione, non costringeteci a scavalcare i cancelli per poter vedere i nostri cari. Mimmo mi manca tanto e non posso anche accettare questa angheria, abbiamo rispettato tutte le limitazioni ma il Cimitero è un luogo sacro: questo è insopportabile“.