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21.10.2026

Morte di Angelo Onorato, nuova opposizione all’archiviazione: «Restano aspetti da chiarire»

di Redazione | 3 min di lettura

Il legale di Francesca Donato contesta le conclusioni degli inquirenti e chiede nuovi accertamenti. Tra i punti indicati dalla difesa i percorsi di accesso alla zona, lo sportello dell’auto e tracce genetiche su dodici reperti.

Morte di Angelo Onorato, nuova opposizione all’archiviazione: «Restano aspetti da chiarire»

La difesa di Francesca Donato, vedova dell’architetto Angelo Onorato, torna a chiedere che le indagini sulla morte dell’imprenditore palermitano proseguano. L’avvocato Vincenzo Lo Re ha presentato una nuova opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Palermo nel procedimento per omicidio contro ignoti aperto dopo il ritrovamento del corpo di Onorato all’interno della sua auto.

Gli investigatori, al termine degli accertamenti svolti, sono arrivati alla conclusione che si sia trattato di un suicidio. Una ricostruzione che la famiglia continua però a contestare.

«Riteniamo che aspetti fondamentali della vicenda non siano stati ancora chiariti e che permangano elementi che meritano ulteriori accertamenti», afferma Lo Re.

Il precedente provvedimento del gip

La difesa richiama l’ordinanza del 20 marzo 2026, con la quale il gip aveva accolto una precedente opposizione disponendo lo svolgimento di ulteriori verifiche.

Gli approfondimenti richiesti riguardavano diversi aspetti dell’inchiesta: i possibili percorsi pedonali attraverso i quali raggiungere l’area dove venne trovata l’auto, gli elementi medico-legali, le tracce genetiche e i rapporti personali ed economici della vittima.

Secondo il legale, tuttavia, il quadro investigativo non sarebbe ancora completo.

«Non tutti gli accertamenti richiesti sono stati eseguiti e altri, a nostro avviso, sono stati condotti in maniera non sufficientemente approfondita», sostiene l’avvocato.

I dubbi sui percorsi per raggiungere l’auto

Uno dei punti contestati riguarda la possibilità di arrivare nella zona del ritrovamento senza essere ripresi dalle telecamere.

La difesa mette in discussione la conclusione secondo cui l’area sarebbe stata accessibile esclusivamente attraverso un percorso sottoposto a videosorveglianza. Nell’opposizione viene richiamato quanto riportato nelle annotazioni della Squadra Mobile: le telecamere non riprenderebbero né l’inferriata situata vicino all’automobile né uno degli accessi pedonali a via Minutilla.

Un elemento che, secondo il legale, meriterebbe ulteriori verifiche.

Lo sportello aperto e gli altri elementi indicati dalla difesa

Nell’atto vengono inoltre elencate alcune circostanze che, secondo la famiglia, non sarebbero state sufficientemente chiarite.

La difesa evidenzia che alle 11.07 lo sportello posteriore destro dell’auto sarebbe risultato aperto senza essere successivamente richiuso. Viene inoltre richiamata la presenza di aghi di pino sui tappetini posteriori e una posizione ritenuta anomala della cintura di sicurezza.

Sulla fascetta utilizzata non sarebbero state rilevate impronte.

Sempre alle 11.07, inoltre, Onorato avrebbe riferito telefonicamente a un proprio dipendente di essere «con persone», circostanza che la difesa considera meritevole di approfondimento.

Le tracce di Dna

Alla nuova opposizione è stata allegata anche una relazione redatta dalla genetista di parte Elena Carra.

Secondo quanto riportato dalla difesa, su dodici reperti sarebbero state individuate tracce genetiche riconducibili a uno o più soggetti non identificati. La consulente chiede pertanto ulteriori approfondimenti per verificare la possibile rilevanza di questi profili genetici rispetto alla ricostruzione complessiva della vicenda.

La presenza di tracce di Dna, di per sé, non determina naturalmente la dinamica della morte: è proprio sulla loro origine e sul loro eventuale significato investigativo che la difesa chiede ulteriori accertamenti.

«Vogliamo che venga fatta piena luce»

La posizione della famiglia resta quindi distante dalle conclusioni alle quali è giunta la Procura.

«Il nostro obiettivo è che venga fatta piena luce sulla morte di Angelo Onorato – conclude Lo Re –. Le questioni ancora irrisolte impongono, a nostro giudizio, di proseguire le indagini prima di arrivare a una definitiva archiviazione del procedimento».

Spetterà adesso al giudice valutare la nuova opposizione e stabilire se vi siano i presupposti per disporre ulteriori attività investigative oppure per accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura.

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