In occasione del trentennale delle Consulte Provinciali degli Studenti, nate con il D.P.R. del 10 ottobre 1996, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha inviato una lettera alle rappresentanze d’Italia per ribadire il valore della partecipazione democratica e della Costituzione. Partendo da queste riflessioni, Andrea Perla, rappresentante di lungo corso e Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Catania, giunto al suo quarto anno di impegno in prima linea tra i banchi dell’IPSSEOA “Karol Wojtyla”, lancia un appello forte e sincero a tutti gli studenti e al mondo della scuola.
“Come ci ricorda anche la recente lettera del Ministro Valditara, la partecipazione non è solo una formalità ma il modo con cui diamo vita ai valori della nostra Costituzione — dichiara Andrea Perla —. La scuola, prima di tutto, la facciamo noi studenti. Senza le nostre idee, la nostra energia e la nostra quotidianità, le aule sarebbero solo mura vuote. Il nostro impegno nasce per i nostri compagni, per le loro speranze e per i bisogni di tutti i giorni, ma nasce anche per noi stessi, per crescere insieme. Il rischio più grande oggi non è il confronto, ma l’indifferenza, l’abitudine a subire pensando che nulla possa cambiare”.
Quattro anni di esperienza vissuti sul campo permettono ad Andrea Perla di tracciare un bilancio profondo del ruolo della rappresentanza studentesca, che troppo spesso sconta i pregiudizi di chi la guarda dall’esterno.
“In questi anni ho capito che fare rappresentanza significa sconfiggere l’indifferenza, dedicando il proprio tempo per costruire qualcosa che vale per tutti — continua Perla —. Spesso la rappresentanza, anche tra di noi, viene presa per gioco e non viene capito il vero ruolo che ha, che è quello di costruire ponti e far valere la nostra voce. Chi guida le scuole a volte fatica a comprendere cosa c’è davvero dietro il nostro impegno, che non è una semplice scusa per saltare le lezioni, ma un lavoro fatto di ascolto, passione e sacrifici quotidiani. Per noi, questa non è solo una carica, ma una palestra di vita che ci prepara a essere i cittadini di domani”.
L’appello conclusivo si rivolge ai rappresentanti di tutto il territorio nazionale, affinché questo trentennale non si riduca a una mera celebrazione formale.
“Custodiamo questo patrimonio — conclude il rappresentante catanese —. La voce dei giovani ha un valore enorme ed è lo strumento più bello che abbiamo per prenderci cura del nostro futuro”.