L’ invito rivolto alla Premier nasce con un’intervista videoregistrata “Carissima Giorgia … perché fare sanzioni alla Russia? Diamo fiori alla Russia”
Il cantante Al Bano ha rivolto un appello pubblico alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiedendole di fermare le sanzioni contro la Russia e fare di tutto, ponendosi avanti, per porre fine alla guerra in Ucraina, invitandola persino a riprendere i legami culturali fra Italia e Russia. L’ invito rivolto alla Premier nasce con un’intervista videoregistrata “Carissima Giorgia … perché fare sanzioni alla Russia? Diamo fiori alla Russia”. L’invito del cantante pugliese ha evidenziato quanto la cultura e la musica italiana siano amate dal popolo russo e la necessaria esortazione al dialogo fra i due Paesi per porre fine ad una guerra assurda contro l’Ucraina, in pieno 2026.
Il suddetto messaggio addirittura è stato subito recepito e ripreso dalla portavoce del Ministero degli Esteri Russo, Maria Zakharova, che su Telegram ha invitato ufficialmente la Premier Italiana ad ascoltare le parole di Albano, definendolo una Star della musica, amatissima dalla Russia. Non si sa cosa risponderà la Meloni, fatto sta che il Governo italiano mantiene una linea politica opposta, sorreggendo quella europea con il fermo sostegno all’Ucraina e alla validità delle sanzioni internazionali contro la Russia fino al raggiungimento della Pace nel conflitto russo ucraino.
I rapporti tra Italia e Russia, dal dopo Seconda Guerra Mondiale, hanno mostrato una ferrea alleanza geopolitica su tre direttrici, Diplomazia, Cultura e il “Made in Italy”. Non possiamo fare a meno di evidenziare cosa è stato il teatro siciliano per la Russia, con la storica Tournèe a Mosca della Compagnia del Teatro Stabile di Catania co-fondata dalla stesso Turi Ferro.
In quell’occasione, la Compagnia portò sui palcoscenici sovietici capolavori del Teatro siciliano e pirandelliano, tra cui “Il Berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, riscuotendo un memorabile successo di pubblico e di critica. Da non dimenticare, assieme a Turi Ferro, facevano parte Umberto Spadaro e una giovane Fioretta Mari. Successivamente, negli anni 80, la musica leggera italiana, a partire da Al Bano e tanti altri, è diventata un legame culturale di massa in Russia, mentre, l’Italia medesima, per i russi ha rappresentato la culla dell’Arte classica e persino del Design.
Di contro, la letteratura e il balletto russo hanno storicamente esercitato un forte richiamo sugli intellettuali Italiani, come Alberto Moravia che ha più volte riconosciuto l’influenza formativa della narrativa russa dell’Ottocento, in particolare di Fëdor Dostoevskij (letto già a undici anni, con un impatto profondo su opere come Delitto e castigo), considerandolo un maestro dell’esistenzialismo letterario e Mario Rigoni Stern: celebre per la sua esperienza nella campagna di Russia durante la Seconda Guerra Mondiale (Il sergente nella neve), ha scritto pagine intense sul rapporto umano con i soldati e la terra russa, fondendo la memoria bellica con una profonda empatia per la cultura del luogo.
Ancora fino al 2022, la Russia ha rappresentato un mercato fondamentale per l’export italiano (macchinari, moda e agroalimentare), mentre l’Italia è stata uno dei principali partner industriali per la modernizzazione russa e per l’importazione di materie energetiche. Anche se l’Italia abbia scelto la democrazia liberale, l’integrazione europea e l’adesione alla Nato, ha sempre mantenuto un canale di dialogo costante con Mosca ed ancora, dopo il crollo dell’URSS, la diplomazia italiana ha cercato sempre di proporsi come “Ponte” fra la NATO e la Federazione Russa. E perché non Giorgia Meloni a portarsi avanti, da protagonista, ad una tale proposta di Al Bano Carrisi?
Sarebbe un peccato di non tenere conto di suddette testimonianze dietrologiche e, quindi, nel poter attivare un “Assett di Pace geopolitico”, tramite la diplomazia internazionale, senza necessità alcuna di fare intervenire Trump, e porre fine ad una guerra assurda per l’intera Europa, che ci sta logorando economicamente.