“La legalità non può essere respinta con la violenza”
Tre poliziotti della Squadra Mobile di Catania sono stati aggrediti durante un servizio antidroga nel quartiere San Cristoforo. Contro gli uomini dello Stato sarebbero stati utilizzati caschi, sedie e spranghe, in un episodio avvenuto mentre gli agenti erano impegnati in un’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Quanto accaduto, secondo il SIAP, non può essere derubricato all’ennesimo episodio di violenza ai danni delle Forze dell’Ordine. Si tratta di un’aggressione grave, avvenuta nel tentativo di sottrarsi ai controlli in una piazza di spaccio individuata dagli investigatori, ma che, secondo l’organizzazione sindacale, rappresenta anche un segnale preoccupante sul controllo del territorio da parte della criminalità organizzata.
Per il SIAP, non si sarebbe trattato di un episodio estemporaneo di intolleranza nei confronti di chi svolge un’attività di controllo, ma di un fatto che evidenzia la crescente difficoltà con cui le forze di polizia sono chiamate a operare in alcune aree della città.
“Non possiamo accettare che chi indossa una divisa e interviene per contrastare criminalità e spaccio debba mettere in conto di essere circondato e colpito con caschi, sedie e spranghe”, sostiene il sindacato, sottolineando come determinate operazioni richiedano un adeguato impianto operativo e un numero di operatori sufficiente a garantire la sicurezza degli agenti e dei cittadini.
Il tema, secondo il SIAP, si inserisce in un quadro più ampio. Da mesi a Catania si registrano episodi criminali e sparatorie notturne che, secondo il sindacato, rappresentano anche segnali di intimidazione e di affermazione del controllo del territorio da parte di gruppi criminali.
È soprattutto sul fronte degli organici che il SIAP torna a sollecitare un intervento istituzionale.
L’organizzazione sindacale denuncia una carenza di circa 60 operatori nella Squadra Mobile di Catania, oltre a una scopertura che, secondo i dati forniti dal sindacato, supera i 200 operatori nell’organico della Questura e interessa per circa altri 200 operatori le articolazioni della provincia.
Numeri che, secondo il SIAP, renderebbero necessario un intervento strutturale e non semplici assegnazioni destinate a compensare parzialmente i pensionamenti.
“Non servono soltanto potenziamenti a compensazione dei pensionamenti, peraltro insufficienti”, sostiene il sindacato, ricordando che recentemente sarebbero stati assegnati alla Questura soltanto 30 agenti.
Per queste ragioni, il SIAP sollecita l’incontro già programmato con il Prefetto di Catania, ritenendo necessario che proprio dal rappresentante del Governo sul territorio arrivi una risposta istituzionale forte, coordinata e concreta.
La richiesta principale riguarda il ripristino dell’organico originario della Squadra Mobile di Catania, insieme a un intervento più ampio per colmare le carenze di personale della Questura e delle articolazioni provinciali.
Il sindacato ricorda inoltre di aver già rappresentato le criticità legate alle risorse operative della provincia nell’ottobre scorso, attraverso un sit-in davanti alla Prefettura.
Secondo il SIAP, però, a oggi la risposta sul piano degli organici sarebbe rimasta insufficiente.
Il SIAP sottolinea che i controlli amministrativi devono certamente proseguire, ma ritiene che non possano da soli risolvere il problema della sicurezza urbana e del contrasto alla criminalità organizzata.
La preoccupazione espressa dal sindacato è che, mentre le organizzazioni criminali continuano a modificare le proprie modalità operative e a cercare di consolidare il controllo di alcune aree, le forze di polizia si trovino a operare con organici e risorse non adeguati alla complessità degli interventi richiesti.
“I criminali si armano, le organizzazioni riprendono le fette di territorio e la Polizia rimane senza uomini e mezzi, come se la storia non ci avesse insegnato nulla”, afferma il SIAP.
Il sindacato pone infine una questione che considera centrale: la capacità dello Stato di garantire che nessuna porzione del territorio possa trasformarsi in una zona franca per il malaffare.
L’obiettivo, secondo il SIAP, deve essere quello di assicurare agli operatori di polizia le condizioni necessarie per intervenire in sicurezza e contrastare efficacemente spaccio, criminalità organizzata e violenza.
“Con episodi di questa portata lo Stato deve rispondere dimostrando, con i fatti, che nessuna porzione del territorio può diventare una zona franca dedicata al malaffare e all’impunità conquistata con la violenza”, sostiene il sindacato.
Una risposta che, secondo il SIAP, riguarda anche il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Ai tre poliziotti feriti va l’abbraccio del SIAP e dell’intera comunità dell’organizzazione sindacale. A loro, e a tutti i poliziotti che ogni giorno operano sulle strade di Catania, il sindacato chiede ora che arrivino dalle istituzioni risposte concrete, in termini di uomini, mezzi e capacità operativa.