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14.10.2026

Aeroporto di Comiso, 32 voli settimanali con fondi pubblici ma senza garanzie per il futuro: il Patto per la Sicilia Orientale denuncia i rischi della privatizzazione

di Redazione | 6 min di lettura

Franz Cannizzo solleva dubbi sui 3 milioni di euro destinati alle rotte Aeroitalia e sul futuro contratto di privatizzazione della SAC: "Si finanzia il presente senza garantire lo sviluppo dello scalo". Nel mirino anche l'assenza di clausole vincolanti per il futuro gestore e la mancata pubblicazione di una perizia indipendente

Aeroporto di Comiso, 32 voli settimanali con fondi pubblici ma senza garanzie per il futuro: il Patto per la Sicilia Orientale denuncia i rischi della privatizzazione
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Trentadue operazioni aeree settimanali annunciate, tre milioni di euro di finanziamenti regionali per nuovi collegamenti e un futuro ancora tutto da chiarire. È questo il quadro denunciato da Franz Cannizzo, promotore del Patto per la Sicilia orientale, che torna ad accendere i riflettori sul futuro dell’aeroporto di Comiso e sulle condizioni previste per la privatizzazione della società di gestione SAC.

Al centro della contestazione ci sono i collegamenti annunciati dalla Regione Siciliana, la durata dei finanziamenti pubblici e l’assenza, secondo Cannizzo, di garanzie contrattuali capaci di assicurare lo sviluppo dello scalo anche dopo l’ingresso di un gestore privato.

Una questione che assume particolare rilievo alla luce della prevista sottoscrizione del contratto di privatizzazione, indicata nel documento per il 12 novembre 2026.

Comiso, 3 milioni per le rotte Aeroitalia: i voli annunciati dal 25 ottobre

La vicenda prende avvio il 4 settembre 2026, quando il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò annunciano nuovi collegamenti aerei per l’aeroporto di Comiso.

L’intervento prevede un finanziamento regionale di 3 milioni di euro, attraverso un bando aggiudicato ad Aeroitalia, per sostenere collegamenti della durata di dodici mesi. Le destinazioni indicate comprendono Malta, Napoli, Venezia e Pisa, con quest’ultima prevista come collegamento annuale.

Secondo quanto il Patto per la Sicilia orientale, il piano porterebbe a 32 operazioni settimanali, con avvio annunciato per il 25 ottobre.

“Comiso non è e non può essere considerato un aeroporto di serie B”, aveva dichiarato Schifani in occasione della presentazione.

Tuttavia, secondo Cannizzo, a pochi giorni dalla data prevista per l’avvio dei collegamenti, resterebbero interrogativi sulla loro effettiva disponibilità.

“I voli annunciati non ci sono”: i dubbi a pochi giorni dalla partenza

Cannizzo ricostruisce una successione di annunci e dichiarazioni che, a suo giudizio, evidenzierebbe una distanza tra la programmazione comunicata e l’effettiva operatività dei voli.

Il 12 ottobre le notizie pubblicate da alcuni organi di stampa confermavano il quadro dei collegamenti settimanali, mentre il consigliere SAC Peppe Alfano parlava di una convergenza verso il rafforzamento strategico dello scalo, in occasione di un confronto con referenti di Mundys. Il giorno successivo, 13 ottobre, un altro quotidiano sollevava invece interrogativi sui collegamenti annunciati.

“Dovremmo commentare la Summer 2027 e ci troviamo a chiedere lumi sulla Winter 2026 e sui voli annunciati che non ci sono”, è la dichiarazione riportata nel documento.

Per Cannizzo, il problema non riguarda soltanto la disponibilità dei voli a pochi giorni dalla partenza, ma soprattutto la mancanza di una strategia contrattuale che ne garantisca il mantenimento nel tempo.

Va precisato che l’annuncio regionale del 4 settembre riguardava collegamenti con partenza prevista il 25 ottobre, non voli già operativi al momento della conferenza stampa.

Dal 2022 al 2025 persi oltre 230mila passeggeri

Il Patto per la Sicilia orientale richiama anche l’andamento del traffico passeggeri dell’aeroporto di Comiso.

Secondo i dati riportati da Cannizzo, lo scalo avrebbe registrato:

  • 364.735 passeggeri nel 2022.
  • 134.000 passeggeri nel 2025.
  • Una diminuzione di circa il 63%, pari a oltre 230 mila passeggeri.

Numeri che, secondo il promotore del Patto, renderebbero ancora più urgente la definizione di un piano di sviluppo stabile, capace di andare oltre gli incentivi temporanei alle compagnie aeree.

Investimenti pubblici per Comiso: dai 3 milioni per i voli ai 62 milioni per le infrastrutture

La questione riguarda anche le risorse pubbliche destinate al rilancio dell’aeroporto.

Cannizzo richiama tre principali linee di intervento: 3 milioni di euro per il bando regionale Aeroitalia, 62 milioni di euro per infrastrutture cargo e ampliamento del terminal e le risorse destinate alla continuità territoriale con Roma e Milano fino a ottobre 2028, il cui valore non viene quantificato nel documento.

Secondo il Patto per la Sicilia orientale, il totale delle risorse pubbliche mobilitate potrebbe avvicinarsi a 70-80 milioni di euro, una stima che lo stesso Cannizzo considera difficile da definire con precisione in assenza di informazioni complete.

Il nodo centrale, tuttavia, sarebbe un altro: quali obblighi avrà il futuro gestore privato rispetto agli investimenti pubblici e allo sviluppo dell’aeroporto di Comiso?

Privatizzazione SAC, il nodo delle clausole contrattuali

È proprio sul futuro contratto di privatizzazione della SAC che si concentra la contestazione più incisiva.

Secondo Cannizzo, nel contratto destinato a regolare la gestione degli scali fino al 2049 non sarebbero previste clausole vincolanti per garantire il mantenimento dei collegamenti e gli obiettivi di sviluppo di Comiso.

Una circostanza che, se confermata, lascerebbe aperti interrogativi sul futuro delle rotte una volta terminati i finanziamenti regionali.

Il bando da 3 milioni di euro avrebbe infatti una durata di dodici mesi, mentre il regime di continuità territoriale è previsto fino a ottobre 2028.

Il rischio evidenziato dal Patto è che, alla scadenza di questi strumenti, il mantenimento dei collegamenti dipenda dalle successive decisioni commerciali e gestionali, senza specifici obblighi contrattuali a tutela dello scalo.

Cannizzo richiama anche le dichiarazioni rilasciate il 4 settembre dal presidente Schifani e dai vertici della società di gestione. “Abbiamo una strategia chiara: far crescere lo scalo sia sul fronte dei collegamenti passeggeri sia su quello cargo”, aveva dichiarato Schifani.

Il riferimento è anche alle parole di Nico Torrisi, che aveva parlato della volontà di consolidare quanto costruito e creare le condizioni per un ulteriore sviluppo dell’aeroporto.

Secondo Cannizzo, però, le dichiarazioni programmatiche dovrebbero essere accompagnate da impegni contrattuali verificabili.

Il ruolo di Mundys e le valutazioni sul futuro della SAC

Dal Patto viene affrontato anche il tema dell’interesse degli operatori privati verso la società di gestione aeroportuale. Cannizzo richiama la presenza di referenti riconducibili al gruppo Mundys in occasione di incontri riguardanti lo scalo di Comiso.

Il gruppo controlla Aeroporti di Roma, società che gestisce gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Secondo la ricostruzione del Patto, Mundys sarebbe impegnata in attività di valutazione nell’ambito del percorso di privatizzazione della SAC.

Per Cannizzo, un elemento determinante nella valutazione dello scalo sarebbe proprio la distinzione tra traffico aereo sostenuto temporaneamente da finanziamenti pubblici e collegamenti capaci di mantenersi nel lungo periodo.

Il promotore del Patto sostiene inoltre che sarebbe necessaria una perizia indipendente e pubblica sul valore dell’aeroporto di Comiso, anche per comprendere l’impatto degli eventuali obblighi contrattuali di sviluppo. Tale perizia non sarebbe stata commissionata né pubblicata.

La richiesta al Mimit e la scadenza del 20 ottobre

Tra le questioni ancora aperte figura anche una comunicazione inviata dal Patto per la Sicilia orientale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 6 ottobre.

Secondo quanto riferito da Cannizzo, l’organizzazione attende una risposta entro il 20 ottobre.

Le richieste riguardano la trasparenza delle procedure e le garanzie da prevedere nel processo di privatizzazione, con particolare attenzione alla tutela dello sviluppo futuro dell’aeroporto di Comiso.

Cannizzo: “Il territorio merita uno sviluppo garantito, non soltanto voli finanziati per dodici mesi”

Il messaggio conclusivo del documento è rivolto alle istituzioni regionali e ai soggetti coinvolti nel processo di privatizzazione.

Per il Patto per la Sicilia orientale, il rilancio dell’aeroporto non può dipendere esclusivamente da finanziamenti temporanei destinati all’attivazione di nuove rotte. Occorrerebbe, invece, prevedere impegni chiari e verificabili per il futuro gestore, capaci di assicurare continuità ai collegamenti e agli investimenti.

“Il territorio di Comiso merita più di dodici mesi di rotte finanziate con denaro pubblico. Merita ventitré anni di sviluppo garantito da un contratto scritto bene”, è la conclusione di Cannizzo.

La richiesta del Patto per la Sicilia orientale è dunque quella di inserire, prima della prevista firma del contratto del 12 novembre, clausole vincolanti a tutela dello scalo di Comiso, accompagnate da una valutazione indipendente e trasparente del suo valore.

Una questione che, secondo l’organizzazione, riguarda non soltanto il futuro dell’aeroporto, ma anche la tutela degli investimenti pubblici e le prospettive economiche dell’intero territorio della Sicilia sud-orientale.

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