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02.11.2026

Adriano Celentano: “Politici svegliatevi, altrimenti la gente non sa a chi votare. E l’affluenza alle urne è flebile”. C’è qualcosa che dobbiamo sistemare

di Giuseppe Firrincieli | 3 min di lettura

"Ehi politici… non vorrei svegliarvi, però c’è qualcosa che dobbiamo sistemare altrimenti c’è il rischio di non sapere più chi siete… e questo è grave perché poi la gente non sa per chi votare. Ecco perché poi l’affluenza alle urne è sempre flebile"

Adriano Celentano: “Politici svegliatevi, altrimenti la gente non sa a chi votare. E l’affluenza alle urne è flebile”. C’è qualcosa che dobbiamo sistemare

“Ehi politici… non vorrei svegliarvi, però c’è qualcosa che dobbiamo sistemare altrimenti c’è il rischio di non sapere più chi siete… e questo è grave perché poi la gente non sa per chi votare. Ecco perché poi l’affluenza alle urne è sempre flebile“.

La critica del “molleggiato” è di natura puramente politica culturale, lamentando che i partiti abbiano perso le proprie caratteristiche distintive al punto che i cittadini non riescono a capire in cosa si differenzino l’uno dall’altro. L’affondo di Celentano pone in esame che i partiti dormono e la gente non sa a chi votare; il mitico Adriano, ha pubblicato il suddetto messaggio sui social dal titolo “L’incognita” evidenziando le incognite della classe politica e collegando la perdita di identità dei partiti alla crescente diserzione delle urne.

Secondo l’artista, ancora, la mancanza di chiarezza della politica lascia gli elettori senza punti di riferimento e confusi per chi votare, come la confusa identità dei partiti, sostenendo l’evolversi del caos sociale e il continuo calo dell’affluenza alle urne. Il messaggio è stato condiviso ieri l’altro, in occasione di un forte e intenso dibattito pubblico riferito allo sciopero generale del 30 ottobre.

Sebbene il Parlamento abbia approvato la nuova legge elettorale (legge Bignami 180 del 2026) proprio in questo mese, lo sfogo del mitico Rockstar milanese è rivolto a tutti i partiti e alla loro inadeguatezza di rappresentare chiaramente i cittadini, però senza entrare nel merito né di ideologie politiche, né di tecnicismi normativi o premi di maggioranza. La mancanza di preferenze e il controllo dei partiti sulle liste appaiono argomenti protagonisti e centrali nelle discussioni sull’astensionismo in Italia.

Adriano Celentano, classe 1938, ha evidenziato la perdita di riconoscibilità delle urne per gli elettori ed anche per approfondire dibattiti sui programmi delle forze politiche, lasciando i media, i talk show, i giornalisti e commentatori, il compito di legare la sua lagnanza ai difetti del mondo politico attuale.

Adriano Celentano ha una lunga storia di interventi e aspre critiche contro la classe politica italiana, utilizzando la televisione, la musica e le lettere aperte alla stampa con megafoni ed in particolare, le sue battaglie storiche ruotano attorno ad alcuni temi e bersagli principali, fra i quali: l’attacco a Berlusconi nel 2005, con il suo show Rockpolitik su Rai 1, quando contestò il suo controllo sul sistema televisivo, mostrando in diretta le classifiche internazionali sulla mancanza di libertà di stampa in Italia. La vicinanza iniziale a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle, per Celentano fu una potenziale scossa per il sistema politico; però nel 2013 scrisse una lettera al Quotidiano “La Repubblica” chiedendo alla politica di “Imparare dal Papa” e invitando lo stesso Grillo a moderare i toni e a cambiare registro per il bene del Paese. Ancora i duri monologhi contro Matteo Renzi per le riforme e poi nel 2018, con la sconfitta del Partito Democratico alle elezioni legislative,

Celentano pubblicò una lettera aperta per esortarlo a dialogare con Luigi Di Maio usando parole forti: “Sbagliare è umano, ma risbagliare è da deficienti!”. Canzoni celebri come il Ragazzo della via Gluck, del 1966, o l’intero album Svalutation del 1976, nacquero proprio per denunciare l’inerzia dei governi di fronte alla cementificazione selvaggia, alla violenza della natura e alle crisi economiche di quegli anni. Con l’affondo di adesso, contro i partiti che dormono e che stanno facendo nauseare il popolo di andare alle urne, Celentano si muove ancora come un osservatore ed anche da comune cittadino, spesso polemico, ma anche come avvertitore di un prossimo lassismo demografico verso le Istituzioni.

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