Migrante siriano di 18 anni fermato a Messina: è accusato di terrorismo

Migrante siriano di 18 anni fermato a Messina: è accusato di terrorismo

MESSINA – La DIGOS di Messina ha eseguito un fermo nei confronti di un cittadino siriano di 18 anni per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo, su mandato della Procura Distrettuale. Il giovane era già stato collocato nel CPR di Pian del Lago (Caltanissetta) in quanto sospettato di aver combattuto con Jabhat al Nusra.

Dichiarazioni contraddittorie

Durante i controlli di sicurezza sui migranti che sbarcano in Italia, la DIGOS ha attirato l’attenzione sul giovane siriano, che era stato soccorso in mare dalla Guardia di Finanza insieme ad altri 222 stranieri.

Le dichiarazioni del giovane erano contraddittorie e gli operatori hanno ritenuto che ci fossero elementi che indicavano la sua possibile adesione ad un’organizzazione terroristica di matrice jihadista operante in Siria.

Le indagini della DIGOS

Le indagini della DIGOS, coordinate e dirette dalla Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Messina, supportate dal Servizio per il Contrasto all’Estremismo e al Terrorismo Esterno della D.C.P.P. (Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione), hanno consentito di recuperare i file cancellati dal device del fermato, tra cui numerose chat e contenuti mediatici inneggianti alla jihad.

Da questi è emersa chiaramente la sua militanza, anche con un ruolo di comando intermedio, tra i siriani combattenti per Jabhat al Nusra.

Provvedimento di fermo

Considerando i gravi elementi indiziari raccolti e il pericolo di fuga connesso all’imminente uscita dell’indagato dal C.P.R., la Procura di Messina ha emesso un provvedimento di fermo che il Giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta ha convalidato.

Tuttavia, si precisa che il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari e che, in ossequio al principio di non colpevolezza e fino a sentenza di condanna passata in giudicato, sarà svolto ogni ulteriore accertamento che dovesse rendersi necessario, anche nell’interesse dell’indagato.