MASCALUCIA – Non una semplice celebrazione ma un’autentica strategia educativa. L’Istituto ‘Concetto Marchesi’ di Mascalucia – guidato da quest’anno dalla dirigente scolastica prof.ssa Benedetta Liotta – ha scelto di vivere così la “Giornata Nazionale della Cura“, celebrata il 27 febbraio scorso, elevando la “Cura” da gesto individuale a esercizio collettivo di educazione civica – nell’ambito del Progetto PTOLISS curato dalla prof.ssa Agata Cullurà – e trasformando la scuola in un luogo in cui apprendere concretamente la responsabilità del bene comune.
Per un’ora, l’Istituto ha vissuto un momento di forte valore simbolico: i corridoi, trasformati da una rete di fili e parole, sono diventati metafora visiva di una tessitura sociale in cui ciascuno ha offerto il proprio contributo. L’iniziativa, realizzata con il coinvolgimento dei 27 docenti tutor del progetto Namastè – che da oltre un decennio coinvolge in attività di volontariato ed educazione alla pace centinaia di studenti dell’istituto – ha interessato alunni di 70 classi, distribuite tra Liceo Scientifico, Liceo Classico e Istituto Tecnico Biotecnologie ambientali.
L’attività ha preso avvio da una video-intervista realizzata da due studenti a due docenti del progetto, Giuseppina Pennisi e Sonia Chiavaroli, per poi svilupparsi in un dibattito condiviso. In ogni classe, due studenti hanno guidato il dibattito sulla cura di sé, degli altri e del bene comune. Con il passaggio dall’idea all’azione ogni studente ha scritto un gesto concreto di cura, quotidiano e attuabile. Le frasi più rappresentative sono state affisse nei corridoi e nell’atrio, trasformando il pensiero personale in impegno pubblico e visibile.

Il percorso proseguirà ben oltre la Giornata della Cura. Tutte le riflessioni raccolte, infatti, confluiranno nella redazione della “Carta della Cura” dell’Istituto, una narrazione di questa esperienza di service learning comunitario, in continuità con l’adesione della scuola alla Rete Nazionale delle Scuole di Pace.
Da questa esperienza, come dalle altre del Progetto Namastè, emergono tre parole chiave: cambiamento, inteso come trasformazione profonda della percezione di sé; sfida, come capacità di affrontare la relazione anche quando richiede sforzo; gioia, perché nel dono agli altri si scopre sempre di ricevere qualcosa di prezioso. Il messaggio educativo fondamentale – che riprende l’insegnamento di Gandhi – è di diventare protagonista del cambiamento che si desidera vedere nel mondo.





