PALERMO – Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è intervenuto a Castello Utveggio sulla seduta parlamentare che si terrà il prossimo martedì quando sarà discussa la mozione di sfiducia nei suoi confronti depositata dalle opposizioni.
Il governatore ha spiegato come, nonostante a volte “mi arrabbi”, “non porto rancore, come tutti ho pregi e difetti. Mi arrabbio quando vedo che qualcosa non funziona ma poi torno a lavorare con i miei collaboratori perché la vita quotidiana del presidente della Regione non è semplice, non è una vita facile, non è una vita in discesa”.
Al contrario, “è una vita tutta in salita: su questo mi soffermerò martedì quando parlerò in aula, non voglio anticipare ma questo è il senso di quello che dirò”.
Sono stati 23 i deputati di M5S, Pd e ControCorrente ad aver presentato la mozione. Tra i vari motivi, il terremoto giudiziario che da settimane sta facendo “tremare” la politica siciliana, che vede come chiaro esempio l’inchiesta di corruzione che ha coinvolto anche l’ex governatore Cuffaro.
“No a un governo travolto dagli scandali, che fa acqua da tutte le parti e che ha cacciato in un vicolo cieco“, si legge in una nota congiunta di Antonio De Luca, Michele Catanzaro e Ismaele La Vardera, rispettivamente capigruppo di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e ControCorrente.
“Adesso lanciamo un appello a tutto il Parlamento: per una volta mettete davanti il cuore e l’interesse della Sicilia. Stacchiamo insieme la spina al peggior governo che la nostra Regione abbia mai avuto”.