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15.09.2018

Ringonfiamenti sul collo e febbre: 68enne contrae la “febbre dei conigli”

di Redazione
Ringonfiamenti sul collo e febbre: 68enne contrae la “febbre dei conigli”

Potrebbe essere stato il suo amato amico a quattro zampe a contagiargli la “febbre dei conigli“. L’uomo, un 68enne del Missouri, negli Stati Uniti, si è recato in ospedale poiché gli erano spuntati all’improvviso dei rigonfiamenti sul viso e sul collo, e da circa una settimana aveva la febbre.

Al 68enne infatti, prima dell’inizio dei gonfiori doloranti, era morto il suo gatto per una leucemia felina, diagnosticata dal suo veterinario. L’uomo, fino all’ultimo giorno, ha curato il proprio amico a quattro zampe, somministrandogli il prednisone, prescritto dallo zooiatra.

Poi, dopo la perdita del gatto, ha cominciato ad avere gonfiori, fino a doversi recare in ospedale. Dagli accertamenti è stato riscontrato che l’uomo è stato contagiato da Francisella tularensis, un batterio che provoca la tularemia ghiandolare, meglio nota come “febbre dei conigli”.

Il gatto potrebbe essersi ammalato cacciando altre prede infette. Successivamente, attraverso un graffio o un morso avrebbe contagiato il padrone. Gli esperti hanno spiegato che questa è un’infezione molto rara negli esseri umani, con circa 100-200 casi negli Stati Uniti ogni anno.

Il paziente è stato curato con doxiciclina per 4 settimane: i rigonfiamenti sono migliorati nel giro di 5 giorni per poi guarire in 3 settimane.

Fonte immagine: The New England Journal of Medicine