Un anno di sindacati, le principali iniziative per la tutela dei lavoratori

Un anno di sindacati, le principali iniziative per la tutela dei lavoratori

SICILIA – Il 2021 si è confermato un anno ostico non solo per quanto riguarda l’emergenza socio sanitaria per causa del Covid 19, ma anche per le problematiche di carattere sociale, economico e politico che hanno riguardato la nostra isola e non solo.

Sul tavolo del dibattito aspetti quali il lavoro, le politiche sociali, le pensioni, la scuola, i rifiuti e molto altro sono stati al centro dell’attenzione da parte dei sindacati.


Privatizzazione dell’Aeroporto di Catania Vincenzo Bellini

Per quanto concerne la tematica del lavoro, il 2021 si è aperto sulla querelle relativa ad una possibile privatizzazione dell’aeroporto di Catania Vincenzo Bellini. Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl Trasporto aereo di Catania sono scese sul campo in prima linea chiedendo un incontro alla Sac dopo avere appreso dalla stampa del riavvio delle procedure propedeutiche per la predisposizione del bando.

È ripreso il percorso per la privatizzazione dell’Aeroporto di Catania” hanno affermato i segretari che hanno poi sottolineato: “È dovere del sindacato salvaguardare anche in operazioni  come queste gli interessi di chi lavora a Fontanarossa, e nella nostra veste abbiamo anche un obbligo di tutela e attenzione verso le cittadine e i cittadini e il territorio stesso” – Proseguono i sindacati –  “Siamo sicuri che l’amministratore delegato di Sac, Nico Torrisi, sia già nell‘ottica di guidare nel migliore dei modi questa delicata operazione che ci vede tutti responsabili del futuro di Catania e dell’intera Sicilia orientale”.

Ancora vigile, dunque, l’occhio dei sindacati su uno degli scali aeroportuali più importanti in Italia.

Ast, carenza di organico, limitazioni e concorsi all’orizzonte

Sul settore dei trasporti la questione Ast ha destato non poche preoccupazioni riguardo la carenza di organico e le varie limitazioni. Attraverso una nota congiunta i sindacati Faisa Cisal e FAST Confsal Sicilia hanno sottolineato: “L’AST Spa (Partecipata della Regione Siciliana), dal lontano 2008, non può assumere personale, tanto meno, i lavoratori dipendenti, possono sperare di progredire nella propria carriera, tramite concorsi interni, a causa di perenni e costanti limitazioni, imposte dal Legislatore Regionale”.

Il vento sembrerebbe esser cambiato quando i segretari di Filt Cgil Sicilia Gaetano BonaviaFit Cisl Sicilia Dionisio GiordanoFaisa Cisal Aldo Moschella e Fast Confsal Giovanni Lo Schiavo attraverso le iniziative di denuncia di tali problematiche hanno dichiarato:“Apprendiamo con piacere delle dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Commissione Bilancio all’Ars in merito allo sblocco delle assunzioni nelle Partecipate della Regione e quindi anche dell’Ast, l’Azienda Trasporti siciliana. Auspichiamo adesso che il Governo regionale, dia ufficialmente il via alla stagione dei concorsi nelle Partecipate”.

I sindacati dei Trasporti hanno poi concluso: “A questo punto, riteniamo sia stato importante e proficuo l’ incontro con la Regione che si è svolto in occasione dello sciopero del Tpl dello scorso 1 giugno, visto gli impegni assunti nella circostanza dal Capo di Gabinetto, il Ragioniere Generale e dal Dirigente del Servizio dell’Assessorato all’Economia, sulla problematica connessa allo sblocco delle assunzioni e auspichiamo che nel più breve tempo possibile si bandiscano i concorsi nelle partecipate”.

Pensioni, in Sicilia tra le più basse d’Italia

A Catania i  sindacati sono scesi in piazza per dire NO alle nuove manovre, le politiche di sviluppo e previdenza sociale, da sempre, di grande rilievo nel nostro paese hanno trovato riverbero grazie ai sindacati autori di vere e proprie iniziative di denuncia.

In piazza Roma a Catania anche da Siracusa e Ragusa, da Enna e Caltanissetta per dire: “No a una manovra inadeguata su pensioni, fisco, lavoro, sviluppo e politiche sociali”- come affermato da Cgil, Cisl e Uil per contestare le scelte del Governo Draghi e offrire proposte di equità, di buon senso, da inserire nella legge di bilancio 2022.

Uno degli attori principali di questa rilevante vicenda è stato il segretario generale della Cgil di Catania, Carmelo De Caudo, prendendo la parola in piazza Roma ha esclamato che: “La bozza di legge di bilancio non garantisce risposte sufficienti neppure a una città come la nostra che ha un presente complicato”.

De Caudo ha aggiunto che: “Serve una pensione di garanzia per i giovani che oggi sono costretti a lasciare Catania poiché non trovano né lavoro, né quelle prospettive che non solo darebbero luogo ad una occupazione soddisfacente e adeguata ai propri talenti personali o al percorso di studi intrapreso, ma anche ad una vecchiaia dignitosa”. L’esponente della Cgil ha, quindi, affermato: “Oggi chiediamo di contrastare il lavoro nero, l’evasione e l’elusione fiscale. Per farlo davvero il Governo deve assicurare gli strumenti, a partire dagli organici dell’ispettorato del Lavoro, affinché i controlli vengano effettuati in tutti i contesti”.

Chieste dunque misure per contrastare la precarietà, rilanciare il potere di acquisto di salari e pensioni, stabilizzare il lavoro e rilanciare le assunzioni nei settori pubblici, a partire da sanità e scuola. Cgil Cisl e Uil si sono schierate da protagoniste al fine di chiedere al governo un cambio di rotta, garanzie per i giovani, potenziamento delle politiche di inclusione, rilancio delle politiche industriali.

Disagi Scuola

Il crollo al Liceo “Boggio Lera di Catania ha riaperto e messo al centro dei riflettori il tema della sicurezza delle scuole nel capoluogo etneo. I sindacati, dopo l’accaduto, si sono uniti per denunciare una situazione di pericolo e di assenza di azioni da parte delle autorità nel provvedere alla messa in sicurezza degli istituti.

Riguardo la situazione dell’istituto scolastico, recentemente, il preside Donato Biuso ha fatto il punto della situazione ed ha così affermato: “Abbiamo 19 classi senza aula, aspettiamo che vengano recuperate le aule piano terra, per fare ciò bisogna mettere in sicurezza il piano di sopra. Nessuna aula può essere utilizzata se è sotto falda tranne alcune che sono quelle del locale nuovo, si tratta del reparto Quartarone e Piazza Dante”. 

Per quanto concerne la portata dei lavori da effettuare, il preside ha sottolineato: “Bisogna rifare tutto il tetto dell’ istituto, il problema che si sta verificando non è strettamente legato al crollo, ma alla successiva ispezione dei vigili del fuoco – Prosegue Biuso – sappiamo che l’ente locale dispone delle risorse, infatti è stata assegnata una somma oltre i 6 milioni di euro per la messa in sicurezza della scuola. Il progetto esecutivo è in attesa di approvazione”.

Catania, sindacati preoccupati per il futuro della Pfizer:

La spinosa questione della Pfizer sulla possibile delocalizzazione del mercato cinese che costituisce la fetta più grossa della produzione del reparto penicellinico ha destato non poche perplessità. L’attuale organizzazione del colosso farmaceutico statunitense, che prevede la centralizzazione in 6 hub localizzati su Europa, Asia e America, mirerebbe ad un taglio dei posti di lavoro.

Nel corso del direttivo unitario Uil-Cisl-Cgil-Ugl di Catania, i rappresentanti della categorie dei lavoratori del settore chimico e cioè Filctem Cgil, Uiltec, Femca Cisl e Ugl chimici, hanno spiegato come: “La preoccupazione aumenti, considerata l’assenza totale di investimenti sulle apparecchiature obsolete in azienda e il silenzio assordante dei vertici Pfizer riguardo i forti dubbi fin qui manifestati dalle organizzazioni sindacali.

I sindacati hanno poi ribadito: “Abbiamo timore per il futuro dello stabilimento oggi attivo in un tessuto sociale già precario. A Catania i dipendenti Pfizer sono 688, di cui 325 impiegati nell’area di produzione”. La  vicenda, ancor oggi, è al centro delle attenzioni dei sindacati che con occhio vigile scrutano i possibili scenari.

Emergenza rifiuti a Catania

Cgil, Cisl e Uil di Catania, per bocca dei rispettivi segretari generali Carmelo De Caudo, Maurizio Attanasio ed Enza Meli, hanno chiesto alle istituzioni locali “azioni straordinarie e tempestive comprese le ipotesi del trasferimento rifiuti fuori dal territorio catanese, se necessario anche fuori dall’Isola”.

I sindacati catanesi, consapevoli della difficoltà oggettiva che l’amministrazione comunale ha incontrato, si dichiarano disponibili a cooperare affinché vengano conseguiti risultati certi e veloci.

La sensazione oramai diffusa è che l’intera città, in particolare le aree popolate da alloggi pubblici, sia fuori controllo“, hanno affermato i tre segretari generali. “Gli accumuli di spazzatura sono di quantità molto al di là delle emergenze ordinarie, sono indecorosi alla vista e all’olfatto e produrranno di certo effetti devastanti, sebbene non ancora visibili. Il nostro allarme è forte e sincero”.

Dopo giorni in cui cumuli d’immondizia hanno invaso le strade di Catania, si è poi riuscito a smaltire correttamente i rifiuti, ma la questione è sempre di grande attualità.

Sindacati chiusura centri commerciali weekend

L’incremento relativo al tasso dei positivi da Covid 19 ha messo in risalto un ulteriore problema, cioè la difesa di alcune categorie di lavori maggiormente soggette a rischi per l’attività lavorativa svolta.

Le segreterie regionali della Filcams Cgil, della Fisascat Cisl e della Ulitucs hanno chiesto che i centri commerciali presenti all’interno dell’Isola restino chiusi sia nel corso dei weekend che durante tutti i giorni festivi. Gli stessi sindacati, per cercare di fare accogliere la loro richiesta hanno scritto una lettera al presidente della Regione Nello Musumeci, oltre che a tutti i sindaci della Sicilia e agli assessori comunali alle Attività economiche.

Foto di repertorio