Matrimoni e Covid, domina l’incertezza. Wedding planner Anna Reina: “Ora linee guida per lavorare in sicurezza”

Matrimoni e Covid, domina l’incertezza. Wedding planner Anna Reina: “Ora linee guida per lavorare in sicurezza”

SICILIA – Matrimoni e Covid: quale futuro? È la domanda che si pongono coppie e professionisti del settore eventi, dominato dall’incertezza a causa dell’emergenza sanitaria (come tutto il mondo del lavoro).

Nonostante le difficoltà, trovare un modo per lavorare in sicurezza è essenziale, specialmente per quei settori che hanno subìto maggiormente l’effetto delle restrizioni. Tra questi c’è anche quello degli eventi, fondamentale in tutta Italia e soprattutto in Sicilia.


Chi non ha ricordi di cerimonie, in grande stile o in privato, compleanni, congressi e fiere con meravigliosi scenari siciliani a fare da sfondo? Purtroppo da circa un anno questi eventi non si vedono quasi più, per necessità, ma il settore sopravvive. “Bisogna ritornare a sognare e avere fiducia nel domani”, afferma la wedding e event planner Anna Reina, illustrando le novità di un mondo che da sempre alimenta l’economia siciliana.

Matrimoni e Covid: la situazione in Sicilia

Questa pandemia ha toccato in maniera distruttiva il settore degli eventi a 360°. Si tratta di un settore che, soprattutto in Sicilia, è una grande macchina di sopravvivenza per l’economia, spiega Anna Reina, citando il gran numero di turisti giunti in Sicilia per sposarsi o partecipare a una cerimonia di nozze.

Per quanto sia comprensibile sostenere che ai matrimoni si può rinunciare in un momento storico tragico, è bene riflettere anche sulle categorie di professionisti che hanno visto crollare i “castelli” costruiti con fatica. Wedding/event planner sì, ma anche ristoratori, sarti, fotografi, fiorai, artigiani di ogni tipo… Il matrimonio è una “macchina” che coinvolge tutti, dalle piccole aziende agli esercizi più grandi.

Questo è particolarmente vero per la Sicilia, dove i piccoli imprenditori sono il cuore dell’economia: “Se pensiamo in piccolo anche ai wedding day locali, è errato pensare che l’industria del matrimonio sia formata solo da fioristi, location, catering, fotografi e abiti da sposa, perché dietro a ogni fornitore ci sono tantissimi fornitori più piccoli, come i tipografi, il panettiere, l’azienda che produce i confetti, e cosi via… Bloccarla significa distruggere queste piccole aziende che vivono di questo”.

Del clima di incertezza e crisi non bisogna considerare solo l’aspetto lavorativo e organizzativo. C’è anche la questione psicologica. Rimandare le nozze, infatti, è stata la triste decisione, “forzata” ma responsabile, di tante coppie. Non è stato facile accettarlo, né è facile pensare che il grande giorno potrebbe arrivare molto dopo il momento previsto o non essere come si è sempre sperato.

Wedding Awards 2021, i professionisti dopo un anno complicato

Con più bassi che alti, il 2020 è stato un anno complicato per i professionisti del matrimonio. Mantenere il sangue freddo, mostrare cordialità, flessibilità e disponibilità non è sempre stato semplice di fronte agli stravolgimenti causati dal Coronavirus.

Così come non è facile ipotizzare il modo più adatto per organizzare un matrimonio senza decine di ospiti che si abbracciano o balli di gruppo. Sicuramente dietro alle nozze c’è una coppia innamorata, il cui sentimento è più importante della festa. Si tratta, però, di un sogno per tanti e vederlo andare in fumo a causa di un evento “esterno” è sconvolgente, e non poco.

Di fronte a situazioni simili, wedding planner e fornitori devono mostrare capacità organizzative e forte empatia per aiutare la coppia a ottenere comunque un giorno “da favola”, pur nel pieno rispetto delle norme di sicurezza imposte e con qualche doverosa rinuncia.

I Wedding Awards del 2021, organizzati da matrimonio.com e vinti dalla catanese Anna Reina, hanno avuto un ruolo particolare in questo contesto così complesso. Quest’anno non è stata soltanto una scelta legata alla bellezza degli eventi organizzati, ma anche alla capacità di gestione delle emergenze: “Oltre all’obiettivo di ogni anno di riconoscere l’eccellenza nel settore nuziale del nostro Paese, si è aggiunto anche quello di evidenziare il lavoro dei professionisti che hanno saputo gestire la riorganizzazione dei matrimoni assieme alla coppie in modo efficiente”, si legge nel comunicato stampa che annuncia l’agenzia vincitrice.

I problemi del wedding planner ai tempi del Covid

In questo periodo davvero difficile la figura della wedding planner ha dovuto assolvere diversi ruoli. Anna Reina parla di due obiettivi in particolare: dare sostegno alle coppie in ansia e tenere il passo con i tanti cambiamenti da considerare per riorganizzare le nozze in sicurezza.

“Il primo e il più importante obiettivo è stato far tornare il sorriso e la speranza alle coppie che, purtroppo, si sono viste costrette a posticipare la data (anche più di una volta). Ho dovuto trasformare l’ansia che assale la coppia normalmente il giorno delle nozze in ansia positiva, cercando di trovare la soluzione migliore per non farli smettere di sognare”.

Sperare sì, ma senza perdere di vista la realtà: “L’altra difficoltà concerne l’aspetto organizzativo: è stato necessario riorganizzare le nozze tenendo conto della disponibilità di tutti i fornitori già scelti dalla coppia, magari trovando compromessi per periodi o giorni diversi da quelli desiderati dalla coppia”.

E non c’è due senza tre, se si conta tra i problemi di pianificazione l’imprevedibilità del Covid.

Matrimoni, tra bonus e Dpcm

Matrimoni e Covid sono stati al centro di bonus e sostegni economici abbastanza discussi dall’opinione pubblica, ma non solo. Praticamente tutti i Dpcm e i Decreti Legge ne hanno parlato.

Tra i problemi più discussi c’è quello del numero degli invitati. “I diversi Dpcm non hanno considerato sempre cosa c’è dietro la macchina del wedding. Non si può chiedere a una coppia di scegliere tra 30 invitati. Le persone invitate hanno tutte lo stesso valore affettivo per una coppia e, inoltre, c’è un dispendio di forza denaro a cui una struttura va incontro per organizzare un pranzo per trenta persone. E il gioco spesso non vale la candela”.

Sono trascorsi tanti mesi da quando le difficoltà sono emerse inaspettatamente. E adesso? Si possono celebrare i matrimoni? Le disposizioni del Governo (consultabili qui) parlano chiaro: le cerimonie possono svolgersi, nel rispetto delle norme anti-Covid, ma le grandi feste per ora rimangono da evitare.

Nozze, “Servono linee guida per lavorare in sicurezza”

Come tanti lavoratori, anche i professionisti del settore degli eventi vogliono tornare a lavoro. In piena sicurezza, ma con la certezza di poter garantire i propri servizi grazie a linee guida precise.

“Non bisogna pensare che il Covid sia scomparso, ma dobbiamo imparare a convivere con esso”, spiega Anna Reina, menzionando il progetto di una prassi di riferimento per i matrimoni in sicurezza.

“Noi tutti vogliamo ritornare a lavorare e vogliamo lavorare bene, in piena serenità e in sicurezza e vogliamo dare fiducia e sicurezza alle nostre coppie. Il rispetto dei protocolli permetterà di tutelare tutti all’interno dell’evento (fornitori, coppia e invitati)”, spiega la wedding planner.

Quale potrebbe essere il protocollo di riferimento? “Affinché lavorare in sicurezza sia possibile, si richiederanno i tamponi tre giorni prima dell’evento a tutti gli invitati, si nominerà un responsabile in location che supervisioni il rispetto delle prescrizioni (mascherina, l’igienizzazione delle mani, distanziamento per i posti a sedere durante la cena placè o il buffet). È una funzione che può essere assolta tranquillamente dalla wedding planner”.

“Ciò che vogliamo è avere delle linee guida che ci permettano di lavorare in sicurezza e che donino sicurezza alle coppie”.

Conclusione

Matrimoni e Covid, è possibile una convivenza? “Quello in cui credo fortemente è il futuro”: è stato il commento di Anna Reina dopo la vittoria dei Wedding Awards, ma può essere letto anche come un appello alla speranza.

I professionisti non mollano, il settore non muore e, un giorno o l’altro, il sogno di rivedere matrimoni “in vecchio stile” potrebbe una realtà ordinaria. E, qualora non dovesse essere così, è comunque possibile immaginare una ripartenza per i matrimoni, con qualche “cambiamento” ma senza rinunciare totalmente ai festeggiamenti.

Fonte di Pexels da Pixabay