Accoglienza e immigrazione, al “Vaccarini” di Catania l’incontro con il soccorritore internazionale Montanari

Accoglienza e immigrazione, al “Vaccarini” di Catania l’incontro con il soccorritore internazionale Montanari

CATANIA – Che la scuola non debba essere avulsa dalla società e dai suoi problemi è un assunto che l’I.I.S. “G.B. Vaccarini” di Catania, guidato dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Salvina Gemmellaro, tiene continuamente come cartina di tornasole nel suo agire concreto e quotidiano.

Si segnalano a tal proposito gli interventi che il soccorritore internazionale Alessandro Montanari, sta effettuando nelle classi del triennio dell’Istituto per sensibilizzare gli alunni e le alunne nei confronti delle migrazioni nel Mediterraneo, fenomeno che ha assunto a tutti gli effetti il carattere di una vera e propria emergenza e che necessita di interventi mirati ed organici da parte dell’intera Unione Europea.



L’intento di Laura Lo Presti e di Francesca Rando, le docenti di Storia e Filosofia che hanno promosso l’iniziativa, è quello di operare in vista del raggiungimento di competenze di cittadinanza attiva e consapevole. Ascoltare il punto di vista di chi ha operato sul campo gestendo i bisogni sanitarie e i turbamenti di quanti, tra uomini, donne e bambini, hanno affrontato lunghe traversate per sfuggire a condizioni di vita insostenibili, dovute a conflitti, instabilità politica e mancanza di prospettive, si è rivelato quanto mai efficace ed istruttivo per gli studenti dell’Istituto.

Alessandro Montanari ha, infatti, non solo illustrato le ragioni che spingono quotidianamente a scegliere il mare come ultima speranza, ma ha anche fatto esperire sul piano psicologico, attraverso giochi di ruolo, il trauma del trovarsi in spazi angusti, come solitamente si verifica nei barconi o nei gommoni in cui centinaia di persone stanno per giorni ammassate prima di poter giungere finalmente all’approdo grazie all’intervento delle Ong che assistono i migranti nel Mediterraneo.


L’esperienza come soccorritore sull’Aquarius, nave usata per l’aiuto dei migranti e gestita dalla Ong Medici senza frontiere, al momento in stato di dismissione, ha reso possibile quella cosiddetta “soggettivazione del sapere”, tanto auspicata dalle nuove frontiere della didattica. In un momento come quello attuale, segnato dalla crisi del discorso educativo e dall’indebolimento del senso dell’autorità, risvegliare le coscienze dei discenti attraverso lezioni che rendano il sapere vivo, agganciato alla vita e legato all’etica della testimonianza, significa accendere il desiderio, allargare gli orizzonti e prefigurare altri scenari possibili non necessariamente contrassegnati da forti squilibri sociali su scala globale.

Singolare e di rilievo è il fatto che l’intervento di Alessandro Montanari si stia innestando nell’ambito delle iniziative per il ricordo della Shoah cui è consacrato il 27 gennaio: soltanto affinando la sensibilità e la capacità di lettura degli eventi, anche quelli che si stanno verificando giornalmente sotto i nostri occhi, è possibile scardinare l’indifferenza che presta il fianco all’eterno ritorno dei mille volti della barbarie.