“Poche donne all’Ars”, Sicilia senza la doppia preferenza di genere: la legge elettorale sarà cambiata?

“Poche donne all’Ars”, Sicilia senza la doppia preferenza di genere: la legge elettorale sarà cambiata?

SICILIA – Una norma per introdurre la doppia preferenza di genere in Sicilia a fronte delle poche donne presenti in Giunta regionale. È la richiesta che viene sollecitata da più parti politiche per riequilibrare le situazioni di disparità tra i sessi tra i banchi dell’Assemblea regionale siciliana.

La Sicilia, a oggi, è una delle poche Regioni italiane a non essersi pienamente adeguata alla legge 20/2016 (qui la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) che regola la “rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali“.


Quote rosa (quasi) assenti

Il caso era esploso a inizio 2021, quando era stata aspramente criticata l’assenza di donne nell’organo di Governo del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, al momento della fuoriuscita di Bernadette Grasso. L’unica quota rosa rimpiazzata dal successivo inserimento di Daniela Baglieri, ex presidente SAC, chiamata a sostituire il dimissionario Alberto Pierobon all’assessorato all’Energia ed ai Rifiuti

Il dibattito è tornato attuale in concomitanza con le recenti elezioni amministrative che si sono svolte nell’Isola. L’obiettivo, adesso, è quello di modificare la legge elettorale siciliana in vista delle Elezioni Regionali del 2022, il piatto forte dell’agenda politica isolana del prossimo anno dopo le Comunali di Palermo.

In attesa del decreto legge

Lo scorso giugno in sala d’Ercole è stata approvata all’unanimità la normativa che prevede che un terzo del Governo regionale debba essere costituto da donne. Un primo importante passo che, tuttavia, non basta per il momento a garantire la reale parità.

Su 70 deputati regionali, soltanto 18 sono infatti le donne presenti. A luglio la Commissione Affari Istituzionali dell’Ars si è occupata di discutere i quattro disegni di legge presentati da più forze politiche in merito la modifica della legge regionale del 20 marzo 1951.

A fine seduta la Commissione ha deciso di accorpare i ddl, “fondendoli” in un unico testo. Da quel momento in poi, però, l’argomento non è stato più ripreso. La strada per una politica paritaria in Sicilia sembra essere ancora in salita.