PALERMO – Portata a termine l’indagine “Diva” che i carabinieri di Palermo. Eseguite 7 misure cautelari: tre degli arrestati sono finiti in carcere, uno è stato sottoposto agli arresti domiciliari e gli altre tre hanno obbligo di dimora.
L’indagine era iniziata nel dicembre del 2015, quando i militari hanno arrestato un giovane per traffico di sostanze stupefacenti e hanno sequestrato oltre un chilo di hashish, 400 grammi di marijuana e 20 grammi di cocaina.
Durante le indagini è salito a galla che dietro il traffico di droga si nascondesse un’intricata rete di persone. A capo di alcuni giovani pusher, indagati in stato di libertà e che smerciavano droga agli studenti della scuola del quartiere palermitano di Acquasanta, si trovava il 33enne Giuseppe Piombino.

Inoltre, è stato lo stesso Giuseppe Pombino a dare il nome all’indagine. Una volta, infatti, ha rimproverato il proprio cane dicendo: “Diva, a quelli coi soldi non si deve abbaiare”.
Termine medio dell’indagine che ha permesso di scoprire i traffici di droga, Piombino riceveva le dosi da rivendere da Vito Santangelo, 38 anni, (per quanto riguarda l’’hashish), da Carmelo Francesco Arizzi, 41enne, soprannominato Franky u’mericanu (per quanto riguarda la marijuana).
Il fornitore di cocaina, invece, era Calogero Rizzuto 65enne, che insieme ai figli Angelo, 34enne, e Alessandro, 27enne, aveva aperto altri canali di spaccio. Grazie alle indagini condotte dai militari si è scoperto un sistema ‘a credito’ secondo il quale i ‘clienti’ possono pagare la dose in un secondo momento, divenendo debitori dello spacciatore, che diventa allo stesso tempo, creditore nei confronti dei suoi clienti e debitore nei confronti dei propri fornitori.




