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28.08.2018

Insulti omofobi e violenza psicologica a scuola: bambino di 9 anni si suicida a causa del bullismo

di Redazione
Insulti omofobi e violenza psicologica a scuola: bambino di 9 anni si suicida a causa del bullismo

Che il bullismo e l’omofobia costringano chi ne è vittima a subire un enorme stress emotivo è una cosa risaputa. Purtroppo si sente spesso di casi in cui gli insulti e le violenze, fisiche e psicologiche, portano persone innocenti alla decisione estrema di togliersi la vita.

Notizie di questo tipo sconvolgono sempre la comunità, specialmente nel caso in cui la vittima sia una persona giovanissima, come nel caso del suicidio che ha lasciato sgomenti gli abitanti di Denver, in Colorado, Stati Uniti.

La vittima si chiamava Jamel Myles e potrebbe essere uno dei più giovani “martiri” dei fenomeni del bullismo e dell’omofobia: il piccolo, infatti, aveva solo 9 anni.

A trovare il suo corpo senza vita, lo scorso giovedì, è stata la madre, Leia Piece, che ora chiede giustizia per la morte del figlio. La donna avrebbe raccontato agli inquirenti che James le aveva confessato di essere omosessuale e di preferire i vestiti femminili a quelli maschili nel corso dell’estate appena trascorsa.

In un primo momento, pensava che il bambino scherzasse, ma poi aveva capito che diceva la verità. James – secondo quanto racconta la sua famiglia- era molto orgoglioso del suo orientamento sessuale” e voleva che i suoi compagni di scuola lo accettassero per come era.

Purtroppo, il rientro a scuola non è andato come il piccolo James aveva sperato. Dichiarata la sua omosessualità ai compagni della Joe Shoemaker Elementary School, dove aveva iniziato proprio la settimana scorsa a frequentare la quarta elementare, il bambino è diventato subito un bersaglio facile dei commenti omofobi degli altri bambini.

La mamma e la sorella avrebbero rivelato agli inquirenti che alcuni compagni di James sarebbero arrivati perfino a suggerirgli di togliersi la vita. Un “consiglio” maligno che purtroppo il piccolo ha seguito, ponendo fine alla sua giovane vita.

Psicologi e consulenti scolastici si sono attivati per aiutare i compagni di James, ovviamente sconvolti dalle estreme conseguenze dei loro insulti apparentemente “innocenti”, a superare il trauma della notizia della morte del bambino. Nel frattempo, la polizia di Denver prosegue le indagini per verificare la dinamica esatta della morte del piccolo.

Immagine di repertorio