Niente mascherine e distanziamento, da oggi gli inglesi lasciano le restrizioni: “freedom day” o “scelta pericolosa”?

LONDRA – Oggi, nel bene o nel male, è una giornata storica in quanto i cittadini inglesi ufficialmente lasciano tutte le restrizioni imposte a causa dell’emergenza pandemica da Covid-19. La decisione di abbandonare tutte le norme anti-Covid è stata annunciata a inizio luglio e confermata la settimana scorsa dal primo ministro Boris Johnson.

Il 19 luglio quindi marca un passaggio fondamentale nella vita dei cittadini inglesi che adesso passeranno dal “frenare il Covid” a “vivere col Covid“. Una scelta, quella portata avanti dal Governo conservatore di Johnson, che sta agitando gli animi con molti scienziati che chiedono di “cambiare rotta” e cittadini che non sanno se considerare la giornata odierna come “giorno della libertà” o “giorno dell’ansia“.


A partire da mezzanotte tutti gli inglesi non hanno più obblighi legali nel dover stare a 2 metri di distanza dalle persone con cui non si vive e i luoghi pubblici e privati non sono tenuti a seguire le regole di distanziamento sociale. Ma non solo, da oggi le mascherine non sono più obbligatorie e sarà libero arbitrio del cittadino decidere se indossarle o meno.

Nessun limite, quindi, per operatori del comparto ospitalità, eventi e wedding. I ristoranti e tutti i luoghi di intrattenimento potranno riaprire con capienza al 100% e senza dover obbligatoriamente registrare i contatti delle persone che vi entrano all’interno. Il Governo adesso non richiederà più di lavorare da remoto e pertanto si potrà rientrare negli uffici. Naturalmente il Governo invita a una ripartenza graduale.

Il Gabinetto, in collaborazione con il parlamento e le varie agenzie Governative, quali Public Health England, ha comunque rilasciato delle guide per tutti i vari comparti che invitano a essere cauti nelle riaperture. Il Governo, infatti, nonostante abbia deciso di proseguire con le riaperture, comunque invita i cittadini a mantenere le distanze e indossare la mascherina anche se non più obbligatorio per legge. Per quanto riguarda manager e proprietari di negozi, hotel, ristornati, ecc., spetterà a loro scegliere se mantenere o meno obbligatorio l’uso della mascherina e il distanziamento. A Londra, ad esempio, è stato confermato che nei mezzi pubblici sarà obbligatorio indossarla.

In questo cambio di rotta decisivo nella gestione, il primo al mondo, però, permangono ancora delle restrizioni. In primis quelle relativi ai viaggi, dove permane il “sistema semaforo”. Ciononostante ricordiamo che anche per quanto riguarda gli spostamenti fuori dal Regno Unito, da oggi cambiano alcune regole: ovvero non vi è più l’obbligo di quarantena per i cittadini che hanno ricevuto doppia dose che rientrano da paesi della lista “Amber” (come l’Italia).

Altre restrizioni che rimangono sono quelle relative all’isolamento. Infatti tutti coloro che risultano positivi e/o hanno sintomi del Covid dovranno isolarsi in casa per 10 giorni. In quarantena dovranno andare anche tutti coloro che hanno avuto contatti stretti con il soggetto positivo. Ciononostante da agosto le regole dovrebbero cambiare: tutti coloro che hanno finito il ciclo vaccinale e i minorenni non avranno obbligo di quarantena in caso di contatto con un soggetto positivo.

Il Governo, intanto, invita i cittadini a prenotare l’appuntamento per il vaccino e continuare a effettuare i tamponi rapidi ogni settimana. Ricordiamo, infatti, che tutti i cittadini iscritti all’NHS e residenti in Inghilterra hanno diritto a 2 tamponi rapidi a settimana e, inoltre, nelle Contee dove vi è una risalita dei casi, questi ultimi sono invitati a effettuare tamponi PCR gratuitamente.

Come abbiamo visto, da oggi l’Inghilterra volta pagina, anzi capitolo. La domanda che sicuramente circola di più tra i cittadini inglesi e non è se questa scelta non sia arrivata troppo presto. Ricordiamo, infatti, che in UK si registrano oltre 50mila casi al giorno (su oltre 1milione di tamponi effettuati ogni 24 ore) e, solo la settimana scorsa, mezzo milione di cittadini è finito in isolamento domiciliare dopo che l’app NHS test and trace (App che tra l’altro in Inghilterra ha avuto molto più successo rispetto alla nostrana Immuni) ha avvisato di essere entrati in contatto con un positivo.

Ma se da un lato i cittadini sono preoccupati per l’aumento esponenziale dei contagi, dall’altro bisogna sottolineare che la campagna vaccinale in Regno Unito è una delle migliori al mondo. Oltre l’88% degli adulti ha ricevuto la prima dose e oltre il 70% la seconda dose.

Nonostante i dati, sicuramente positivi per quanto riguarda le immunizzazioni, gli scienziati chiedono con veemenza di fermare questa riapertura. Dopo che il ministro della salute Sajid Javid (tra l’altro risultato positivo al Coronavirus pochi giorni fa) ha affermato che i casi potrebbero raggiungere i 100mila al giorno, più di mille scienziati hanno firmato una lettera per condannare la strategia del governo come “non scientifica e non etica“. Sono molti, infatti, gli esperti che suggeriscono come una circolazione del virus incontrollata potrebbe provocare la nascita di supervarianti. Proprio l’OMS, pochi giorni fa, ha avvertito del rischio che vi possano essere mutazioni ben più pericolose e contagiose, oltre che vaccino-resistenti.

Il Governo di Londra, intanto, continua a difendere la scelta di riaprire dicendo che in previsione vi è un piano per la gestione dei casi nel periodo autunnale, quali una terza dose per i soggetti fragili. Il Gabinetto, inoltre, ha sottolineato che le morti sono ben sotto i livelli emergenziali e che al momento le ospedalizzazioni sono sotto controllo e non starebbero pressando il Sistema sanitario nazionale. Durante la conferenza stampa avvenuta 2 settimane fa, inoltre, il professor Whitty, ovvero l’epidemiologo e Chief Medical Officer, ha dichiarato che mantenere le restrizioni andrebbe solo a ritardare l’arrivo della nuova ondata. Lo scienziato a comunque avvertito che la Pandemia è ben lontana dalla fine e che le scelte dovranno comunque essere sempre rivalutate.

I cittadini inglesi, in questo eterno dibattito, si mostrano ben divisi: da una parte “felici” di ripartire, ma dall’altra ansiosi che questo possa portare a un nuovo lockdown, oltre a morti incontrollate. Ricordiamo che in Inghilterra, dall’inizio dell’emergenza, vi sono stati 3 lockdown.

Sarà comunque il tempo a dirci se la scelta intrapresa dal Governo Johnson, che sembra un po’ un deja vu dell’anno scorso, sia funzionale o meno, intanto non resta che continuare a osservare l’andamento della pandemia e continuare senza sosta la campagna vaccinale, anche e soprattutto nei Paesi più “poveri”.

Fonte immagine: Reuters/Henry Nicholls