Vaiolo delle scimmie, salgono a tre i casi in Italia: Regioni allertate, tutto quello che sappiamo

Vaiolo delle scimmie, salgono a tre i casi in Italia: Regioni allertate, tutto quello che sappiamo

ITALIA – Salgono a tre i casi in Italia di vaiolo delle scimmie: lo conferma l’Istituto di Malattie Infettive Spallanzani di Roma.

Al primo caso, venuto allo scoperto giovedì scorso, se ne sono aggiunti altri due nelle scorse ore, confermati dalle analisi, e correlati al caso zero. Le tre persone contagiate “sono trattate con una terapia sintomatica allo stato sufficiente“, comunica lo Spallanzani spiegando che “presso l’Istituto sono disponibili, comunque, farmaci antivirali che potrebbero essere impiegati in via sperimentale qualora si rendesse necessaria una terapia specifica“.


Le parole di Speranza e le informazioni dal Ministero della Salute

Teniamo alto il livello di attenzione grazie alla nostra rete di sorveglianza europea e nazionale“. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza da Berlino, dove ha partecipato alla riunione dei ministri del G7, in merito ai primi casi di monkeypox o vaiolo delle scimmie in Italia. “Ne ho parlato informalmente con la commissaria Stella Kyriakides e gli altri ministri“, ha aggiunto il ministro, sottolineando che sono coinvolti il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e l’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA).

La situazione in Italia

Nel nostro Paese, già a seguito della segnalazione di alcuni casi di vaiolo delle scimmie in Europa, il ministero della Salute ha tempestivamente allertato le Regioni e messo in piedi un sistema di monitoraggio dei casi.

Un primo caso è stato identificato il 19 maggio presso l’INMI Spallanzani di Roma, che poi ha confermato altri due casi sospetti, già ricoverati nella struttura.

Il virus si trasmette per contatto diretto o molto stretto però, poi, i focolai tendono molto spesso ad autolimitarsi”, ha chiarito Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute.

Le parole del dottor Rezza

 

 

In una nota l’Istituto superiore di sanità sottolinea che si tratta di un’infezione causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo ma che largamente si differenzia dal vaiolo stesso per la minore diffusività e gravità.

I sintomi del vaiolo delle scimmie

Nell’uomo si presenta con febbre, dolori muscolari, cefalea, linfonodi gonfi, stanchezza e manifestazioni cutanee quali vescicole, pustole, piccole croste. Si può trasmettere da uomo a uomo attraverso droplets, contatto con fluidi corporei o con le lesioni cutanee. L‘infezione è relativamente infrequente nell’uomo e comunque fuori dall’Africa, ma sono stati riportati casi sporadici ed anche un’epidemia in USA nel 2003, in seguito all’importazione dall’Africa di animali non adeguatamente controllati sotto il profilo sanitario.

La malattia si risolve spontaneamente in 1-2 settimane con adeguato riposo e senza terapie specifiche; possono essere somministrati degli antivirali quando necessario.

In foto lo Spallanzani di Roma